{"id":156,"date":"2023-06-06T00:42:11","date_gmt":"2023-06-06T00:42:11","guid":{"rendered":"http:\/\/alessandrofois.com\/struttura-del-pianoforte-digitale\/"},"modified":"2025-06-29T23:00:00","modified_gmt":"2025-06-29T23:00:00","slug":"struttura-del-pianoforte-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/struttura-del-pianoforte-digitale\/","title":{"rendered":"Struttura del pianoforte digitale"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<h2>Struttura del pianoforte digitale<\/h2>\n<p>Il suono del pianoforte digitale non ha nulla a che vedere col piano elettrico in quanto si differenzia totalmente da esso per carattere sonoro; in realt\u00e0 quest\u2019ultimo \u00e8 uno strumento differente che ha acquisito una sua dignit\u00e0 autonoma e che \u00e8 tutt\u2019ora attualissimo, in uso soprattutto nei generi funky, jazz fusion e pop.<\/p>\n<p>Il pianoforte digitale a campioni \u00e8 indirizzato invece ad emulare il carattere del pianoforte acustico, in modo talvolta molto convincente.<\/p>\n<h2><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-6259\" src=\"http:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/01-300x246.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"246\" \/>Tastiera<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/h2>\n<p>Le migliori tastiere dei pianoforti digitali sono in materiale plastico di alta qualit\u00e0 e ad alta densit\u00e0, operate in superficie con delle micro venature che, oltre a conferire una sensazione di veracit\u00e0, hanno la finalit\u00e0 di evitare lo scivolamento delle dita, ostacolando anche l\u2019incollamento delle stesse in caso di dita bagnate o sudate; le pi\u00f9 pregiate tuttavia sono in legno, farcito di contrappesi ad hoc e rivestite poi in materiali plastiche che imitano la densit\u00e0 e la sensazione tattile dell\u2019avorio.<\/p>\n<p>Le tastiere hanno in genere 88 tasti, ma si trovano anche delle varianti ridotte a 73 o 76 tasti.<\/p>\n<h2><b>Meccanica<\/b><\/h2>\n<p>Uno dei punti forti dei nuovi pianoforti digitali \u00e8 la meccanica. Alcuni modelli sono economici: il tasto non \u00e8 dotato di un peso graduato bens\u00ec di una semplice molla per cui, pur rispondendo in dinamica alla velocit\u00e0 di discesa del tasto, essi non permettono un pieno controllo da parte del pianista. Altri modelli sono invece dotati di una meccanica molto sofisticata, composta da bilancieri finalizzati a riprodurre il peso del tasto e della meccanica e tutte le reazioni esperibili \u201csotto le dita\u201dcon un vero pianoforte acustico a coda, compresa l\u2019azione di ricaduta dei martelli e le tipiche vibrazioni causate dal doppio scappamento. Tra i due estremi ci sono anche delle vie di mezzo pi\u00f9 modeste nei dettagli ma pur sempre ottime.<\/p>\n<h2><b>Pedali<\/b><\/h2>\n<p>Oramai i pianoforti digitali possono disporre dei 3 pedali equivalenti a quelli del pianoforte a coda, alcuni di essi permettono anche l\u2019effetto di mezzo pedale, che permette, in emulazione della versione acustica, di suggerire la reazione causata dallo sfioramento delle corde con gli smorzatori senza stopparle del tutto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h2><b>Generazione e qualit\u00e0 del suono<\/b><\/h2>\n<p>Rispetto al suo predecessore elettronico basato sulla sintesi, che non brillava in qualit\u00e0 sonora e in controllo dinamico, ogni volta che viene premuto il tasto corrispondente il pianoforte digitale riproduce un campione sonoro registrato in alta qualit\u00e0; oramai ad ogni nota corrispondono in realt\u00e0 almeno 3 campioni, corrispondenti alla medesima nota suona in registro di pianissimo, di fortissimo e in quello di media intensit\u00e0; questi tre campioni vengono gestiti da un microprocessore che, attraverso un complesso algoritmo basato sull\u2019analisi di modelli fisici reali, ricostruiscono la risposta sonora a tutte le intensit\u00e0, conferendo un riscontro molto realistico a tutte le 128 gradazioni riproducibili dal sistema di generazione sonora standard, o anche di pi\u00f9 come nei modelli di punta.<\/p>\n<p>I modelli migliori garantiscono anche la simulazione dei rumori generati dal fine corsa dei tasti e dai movimenti dei pedali, rumori talvolta regolabili in intensit\u00e0; permettono inoltre di far vibrare le corde degli acuti liberamente (come se non avessero gli stoppatori, analogamente ai pianoforti acustici) e di ricreare pi\u00f9 o meno veracemente il complesso sistema di grandiosa risonanza esperibile col pedale del forte abbassato.<\/p>\n<h2><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-6260\" src=\"http:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/02-300x159.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"159\" \/>Diffusori acustici<\/b><\/h2>\n<p>Tutti i modelli permettono l\u2019ascolto in stereo tramite la cuffia, oltre alla fuoriuscita uscita del segnale elettroacustico per il convogliamento ad un sistema di diffusione esterno o per la registrazione in linea; inoltre quasi tutti possiedono un sistema di diffusori audio incorporati nel mobile.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 del sistema di diffusione incorporato pu\u00f2 differire enormemente da modello a modello; essa risulta pi\u00f9 o meno buona ma un po\u2019 approssimativa nei piccoli modelli di piano digitale &#8220;da muro\u201d, mentre in genere risulta pi\u00f9 curata nei modelli dotati di coda o di codino, anche sfruttando le dimensioni pi\u00f9 generose della cassa acustica, che permette una migliore risposta alle frequenze basse e una diffusione per mezzo altoparlanti multipli opportunamente dislocati, in emulazione della diffusione spaziale dello strumento acustico; in tal senso risultano eccellenti alcuni modelli di punta dei grandi produttori specializzati.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Struttura del pianoforte digitale Il suono del pianoforte digitale non ha nulla a che vedere col piano elettrico in quanto si differenzia totalmente da esso per carattere sonoro; 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