{"id":243,"date":"2023-09-03T18:32:52","date_gmt":"2023-09-03T18:32:52","guid":{"rendered":"http:\/\/alessandrofois.com\/loudness-nel-mastering-parte-2\/"},"modified":"2025-06-29T22:55:44","modified_gmt":"2025-06-29T22:55:44","slug":"loudness-nel-mastering-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/loudness-nel-mastering-parte-2\/","title":{"rendered":"Loudness nel mastering &#8211; parte 2"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p>Prosegue dalla 1\u00b0 parte: <a href=\"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/staging-a2\/loudness-nel-mastering-parte-1\/\">https:\/\/alessandrofois.com\/staging-a2\/loudness-nel-mastering-parte-1-dinamica\/<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p>Per evitare il sopravvento del <b>rumore di fondo<\/b> e di altri disturbi insiti nei <b>supporti di registrazione <\/b>(ad esempio il <b>fruscio<\/b> dei nastri analogici) si \u00e8 cercato:<\/p>\n<ul>\n<li>di tenere il picco massimo della registrazione ad un livello il pi\u00f9 elevato possibile, ma al di sotto del <b>punto di distorsione<\/b><\/li>\n<li>di <b>comprimere<\/b> lo <b>\u201cspazio dinamico utile\u201d<\/b> in una fascia relativamente ristretta, capace di riprodurre una gamma dinamica funzionale ai vari tipi di utilizzo ma sufficientemente ampia al fine di riprodurre dignitosamente l\u2019espressivit\u00e0 dinamica della musica<\/li>\n<\/ul>\n<p>Negli anni successivi, in particolare nell\u2019ambito del pop, l\u2019industria di produzione ha gradualmente ridotto lo spazio dinamico, comprimendo sempre di pi\u00f9 al fine di incrementare il volume dei momenti pi\u00f9 bassi delle dinamiche esecutive, sino a ridurre a pochi db lo spazio dinamico utilizzato.<\/p>\n<p>Come vedremo, il fenomeno ha subito una grave accelerazione con l\u2019avvento dei supporti digitali.<\/p>\n<p>Nel corso di circa 20 anni (dagli anni 90 agli anni 10 del terzo millennio), la necessit\u00e0 di comprimere la musica per garantire una sua pi\u00f9 comoda fruizione si \u00e8 gradualmente trasformata in una corsa sfrenata al <b>Volume percepibile<\/b>.<\/p>\n<p>La finalit\u00e0, incentivata dai produttori, era quella di superare \u201ca suon di loudness\u201d l\u2019impatto sonoro delle produzioni musicali concorrenti, il che ha scatenato una vera e propria <b>Guerra del Volume<\/b>, definita appunto <b>\u201cLoudness War\u201d<\/b>.<\/p>\n<h2>Loudness war<\/h2>\n<p>Il termine <b>loudness war<\/b> si riferisce quindi alla tendenza dell&#8217;industria musicale, alimentata da artisti e produttori, a produrre e pubblicare musica utilizzando alti livelli di <b>loudness<\/b>, divenuti anno dopo anno sempre pi\u00f9 elevati, nel tentativo continuo di superare in volume le produzioni edite dagli artisti e dalle etichette discografiche \u201cconcorrenti\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;introduzione dei <b>processori<\/b> di segnali digitali e di <b>limitatori<\/b> di migliore qualit\u00e0 e di estrema precisione ha consentito ai fonici di aumentare significativamente il <b>volume percepito<\/b> in una registrazione; e poich\u00e9 <b>&#8220;pi\u00f9 forte&#8221;<\/b> era generalmente percepito dagli utenti come <b>\u201cmigliore\u201d<\/b>, i <b>sound engineer<\/b>, a causa delle \u201cpressioni\u201d dei produttori, hanno cercato di \u201cspingere\u201d il volume sino al massimo limite possibile, il che ha portato il mondo discografico alla\u00a0<b>guerra\u00a0del\u00a0volume<\/b>.<\/p>\n<p>Molti operatori musicali, soprattutto fonici e artisti, ritengono che questa tendenza abbia determinato il sacrificio della <b>qualit\u00e0 del suono<\/b> e della <b>espressione dinamica<\/b> per l\u2019ottenimento di <b>livelli elevati di volume<\/b> nel <b>supporto audio<\/b>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6853\" src=\"http:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/01-Loudness-war-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1806\" height=\"1015\" \/><\/p>\n<p><i>Qui sopra le forme d\u2019onda di un brano edito nel 1980 e pi\u00f9 volte rimasterizzato nelle edizioni dei successivi anni, con tendenza all\u2019aumento del loudness nel 2001 sino all\u2019apice della loudness war, nel 2005, per poi ritornare ad una intensit\u00e0 elevata ma pi\u00f9 moderata nel 2011.<\/i><\/p>\n<h3><b>L\u2019era analogica<\/b><\/h3>\n<p>Tale procedura non era utilizzata prima dell\u2019avvento del digitale, anche a causa dei limiti fisici insiti nel sistema di <b>incisione meccanica del vinile<\/b>.<\/p>\n<p>Per la verit\u00e0 anche col vinile capitava che alcuni dischi suonassero pi\u00f9 forti, secondo le dinamiche naturali dei vari generi musicali e grazie alle differenti <b>tecniche di mastering<\/b> allora in uso, ma ogni disco era \u201cun\u2019isola a s\u00e9\u201d, e l\u2019unica esigenza percepita era quella di:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>garantire che tutti i brani del medesimo album avessero volume proporzionato tra loro, stando all\u2019interno di uno spazio dinamico superiore al <b>livello del rumore di fondo<\/b>, senza mai <b>distorcere<\/b> nei <b>picchi<\/b> pi\u00f9 elevati e facendo in modo che tale <b>spazio dinamico<\/b> risultasse sufficientemente ampio per un\u2019<b>espressione dinamico-musicale<\/b> corretta.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel caso di produzioni di dischi \u201ccompilation\u201d (con brani gi\u00e0 editi tratti da album differenti e talvolta anche realizzati da artisti differenti), veniva spesso effettuato un <b>remastering<\/b>, al fine di <b>livellare il volume e l\u2019equilibrio tonale percepibile durante l\u2019ascolto<\/b> dei vari brani, al fine di determinare una maggiore \u201comogeneit\u00e0\u201d tra i contenuti del disco.<\/p>\n<p>Nell\u2019<b>era analogica<\/b>, chi desiderava ascoltare \u201cpi\u00f9 forte\u201d semplicemente poteva <b>sollevare il volume dell\u2019amplificazione<\/b> del proprio sistema di riproduzione, aggiustando il <b>volume di ascolto<\/b> ad ogni cambio di disco sul giradischi, in modo da adeguarlo alle proprie esigenze di ascolto del momento.<\/p>\n<p>L\u2019unico limite era determinato dalla potenza dell\u2019amplificazione e dalla resistenza meccanica degli altoparlanti del sistema di riproduzione.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento delle <b>audio-cassette<\/b>, il criterio d\u2019uso da parte degli utenti non si modific\u00f2 sostanzialmente, lasciando ancora alla <b>manopola del volume<\/b> del singolo utente finale il compito di livellare l\u2019<b>intensit\u00e0 <\/b>sonora, secondo le preferenze dell\u2019ascoltatore.<\/p>\n<h3><b>L\u2019era digitale<\/b><\/h3>\n<p>Per un certo periodo, per consuetudine, anche l\u2019ascolto dei CD fu caratterizzato sostanzialmente dalle stesse procedure di ascolto da parte degli utenti, e tale routine prosegu\u00ec per buona parte degli anni 80, che \u00e8 stata una decade caratterizzata comunque da un sensibile incremento del <b>loudness<\/b>, ma progressivo e moderato.<\/p>\n<p>La <b>\u201cGuerra del Volume\u201d<\/b> vera e propria parrebbe cominciare negli anni 90, con la diffusione dei lettori multipli di compact disc montanti nelle automobili, che permettevano di passare da un brano all\u2019altro \u201csaltando\u201d anche da un Cd all\u2019altro; tale modalit\u00e0 d\u2019uso, infatti, evidenziava le differenze di volume tra un disco e l\u2019altro.<\/p>\n<p>Nello specifico, la corsa al volume si accentu\u00f2 quando i produttori si resero conto che gli utenti possessori dei lettori multipli di cd utilizzavano spesso un criterio di lettura \u201clibera\u201d, spaziando da un brano all\u2019altro di cd differenti, costringendoli ad \u201caggiustare\u201d continuamente il volume di ascolto, cosa particolarmente sgradevole durante la guida dell\u2019automobile.<\/p>\n<p>Se l\u2019utente non modificava il volume di ascolto, i brani dotati di un maggiore spazio dinamico (che venivano percepiti con un volume medio pi\u00f9 basso) venivano penalizzati, apparendo pi\u00f9 \u201cscarni\u201d nel confronto con altri che suonavano pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p>Questa constatazione fu la molla decisiva che spinse vari produttori ed artisti ad esigere dai fonici una soluzione, ossia la compressione esasperata del master, spingendola a livelli sempre pi\u00f9 elevati.<\/p>\n<p>Il fenomeno prosegu\u00ec anche con l\u2019avvento dei player portatili e delle chiavette USB, diventando in pochi anni insostenibile e provocando le rimostranze di molti fonici e artisti, che sollecitavano la individuazione di uno standard di riferimento, capace di rispettare un po\u2019 di pi\u00f9 la qualit\u00e0 del suono, la musica e le sue dinamiche.<\/p>\n<h2>Conseguenze sull\u2019audio<\/h2>\n<p>Dato che il livello sonoro di un file audio non pu\u00f2 superare un certo limite (lo 0 db digitale), il volume complessivo pu\u00f2 essere aumentato soltanto <b>riducendo la gamma dinamica<\/b> e successivamente <b>\u201cnormalizzando il livello del brano\u201d<\/b> (portando quindi il <b>picco massimo<\/b> in corrispondenza del punto di massima tolleranza del campionamento digitale, cio\u00e8 prossimo allo <b>0 db<\/b>).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Quanto sopra \u00e8 stato quindi realizzato \u201ccomprimendo verso l\u2019alto\u201d e in maniera sempre pi\u00f9 estrema la \u201cdinamica\u201d, col risultato di compromettere sempre di pi\u00f9 i picchi e provocando distorsioni acustiche di varia natura e la quasi totale perdita della modulazione espressiva dinamica.<\/b><\/p>\n<h3><b>Effetti negativi<\/b><\/h3>\n<ul>\n<li>La musica con una ridotta gamma dinamica \u00e8 risultata stressante e poco espressiva<\/li>\n<li>La rasatura eccessiva dei picchi ha prodotto tanti \u201cpunti di rumore\u201d, sempre pi\u00f9 fitti e udibili quanto pi\u00f9 risultava elevata la compressione, nei casi peggiori \u00e8 come se si fosse creato un \u201crumore continuo di fondo di tipo ferroso\u201d, simile al \u201crumore bianco\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<h3><b>Effetti positivi concreti<\/b><\/h3>\n<ul>\n<li>Maggiore fruibilit\u00e0 del contenuto sonoro durante l\u2019ascolto in luoghi rumorosi<\/li>\n<\/ul>\n<p><b>N.B.<\/b><\/p>\n<p><b>Per anni i fonici sono stai obbligati ad \u201carrampicarsi sugli specchi\u201d per assecondare le richieste dei committenti.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p><b>Al fine di contenere al massimo i danni indotti dalla compressione esasperata, hanno cos\u00ec imparato ad ottimizzare al massimo i processi, anche per mezzo:<\/b><\/p>\n<ul>\n<li><b>dell\u2019utilizzo della compressione multibanda<\/b><\/li>\n<li><b>dell\u2019automazione \u201cpasso passo\u201d dei valori di compressione,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/li>\n<li><b>delle tecniche di compressione analogiche e valvolari (o digitali con emulazione dell\u2019analogico), in modo da creare dei \u201cmuri di saturazione\u201d pi\u00f9 armonici.<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<p><b>Ma anche in tal modo sono stati prodotti dei \u201cmostri sonori\u201d che secondo il parere di molti risultano intollerabili.<\/b><\/p>\n<h3><b>Le soluzioni<\/b><\/h3>\n<p>Desideroso di porre fine alla guerra del volume, verso la fine degli anni 90 il <b>sound engineer Bob Katz<\/b> mise a punto un criterio denominato <b>K-System<\/b>.<\/p>\n<h2><b>K-System<\/b><\/h2>\n<p>Il <b>K-System<\/b> (Sistema di Katz Bob) \u00e8 un protocollo per l&#8217;impostazione delle calibrazioni di mix e di monitor in uno studio audio.<\/p>\n<p>Sebbene gli\u00a0standard di <b>loudness<\/b>\u00a0come <b>EBU R128<\/b>, come vedremo, siano pi\u00f9 ampiamente utilizzati al giorno d\u2019oggi utilizzando una scala in LUFS\/dB, il <b>K-System<\/b> , che utilizza una scala in RMS\/dB \u00e8 tuttora un buon modo per regolare i livelli audio.<\/p>\n<p>Tale sistema utilizza tre standard differenziati, conosciuti come <b>K-20<\/b>, <b>K-14<\/b> e <b>K-12<\/b>.<\/p>\n<p>Questi numeri esprimono in dB RMS l\u2019ampiezza della gamma dinamica del brano, per cui ad ogni passo (da K-20 a K-12), la gamma dinamica resa disponibile diminuisce ed aumenta il loudness (inteso come volume medio percepito).<\/p>\n<p>Il display \u201ca etichetta\u201d posto in cima alla scala del meter deve indicare il livello massimo previsto in funzione del target (20 dB o 14 dB o 12 dB) e, proprio come con la misurazione normale, corrisponde al segnale digitale a fondo scala.<\/p>\n<p>Per funzionare egregiamente, il sistema prevede che il livello di ascolto del monitor deve essere calibrato attentamente, in modo che il suo livello percepibile, quando ci si trova sull&#8217;etichetta <b>0 dB<\/b> del misuratore, corrisponda a <b>85 dB SPL<\/b>.<\/p>\n<p>La suddetta \u00e8 infatti la condizione ideale di riferimento per effettuare un mixing e un mastering a <b>K-20<\/b>, a <b>K-14<\/b> e a <b>K-12<\/b>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I misuratori del <b>K-System<\/b> mostrano contemporaneamente sia il <b>livello di picco<\/b> che quello <b>RMS<\/b>.<\/p>\n<p>La parte superiore rossa dei meters \u00e8\u00a0la zona di massima intensit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Nella registrazione musicale, il livello RMS dovrebbe raggiungere la zona rossa solo nei passaggi pi\u00f9 intensi, nei momenti culminanti, nei momenti di punta occasionali.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Infatti, secondo la media dei risultati dei test effettuati dallo stesso Katz con<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>alcuni campioni di utenti, si \u00e8 constatato che, se ti trovi sempre ad utilizzare la zona rossa, potresti sentire la necessit\u00e0 di diminuire il guadagno del monitor.<\/b><\/p>\n<p>Ecco alcuni dettagli delle n.3 misurazioni:<\/p>\n<p><b>K-12<\/b><\/p>\n<p>Questo livello era stato pensato esclusivamente per il broadcasting radiofonico.<\/p>\n<p>Con esso risulta che -12 dBFS = 0 VU = 85 dB SPL<\/p>\n<p>L&#8217;headroom limitato a soli 12 dB spiega la sua esclusiva destinazione a materiale audio compresso da utilizzare soltanto per la trasmissione in etere (anche se successivamente lo si \u00e8 utilizzato anche per la finalizzazione dei generi musicali pi\u00f9 spinti, come la dance (specie quella elettronica) e un certo tipo di pop-music<\/p>\n<p><b>K-14<\/b><\/p>\n<p>Questo doveva costituire lo standard per la maggior parte delle registrazioni commerciali di tipo pop, create per l&#8217;ascolto domestico e privato in genere<\/p>\n<p>I mix di musica pop sono esempi di materiale adatto al K-14, dove -14 dBFS = 0 VU = 85 dB SPL.<\/p>\n<p>Il margine di headroom \u00e8 di 14 dB<\/p>\n<p>La scala K-14 \u00e8 stata probabilmente la pi\u00f9 utilizzata tra i tre standard<\/p>\n<p><b>K-20<\/b><\/p>\n<p>Questa scala offre la pi\u00f9 ampia gamma dinamica disponibile tra i tre sistemi.<\/p>\n<p>Essa era pensata principalmente per i grandi mix teatrali, i mix musicali dinamici, il cinema, il broadcasting televisivo, i mix di stili classici e tradizionali<\/p>\n<p>Qualsiasi programma audio avente un&#8217;ampia gamma dinamica avrebbe dovuto essere allineato allo standard K-20<\/p>\n<p>Con esso risulta che -20 dBFS = 0 VU = 85 dB SPL, con headroom di 20 dB<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6854 aligncenter\" src=\"http:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/02-The-K-system-1.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"598\" \/><\/p>\n<p><i>Rappresentazione schematica della scala di loudness ideata da Bob Katz. Un buon riferimento alternativo per contrastare la loudness war, poi soppiantato dalla misurazione in LUFS in seguito alle norme sul broadcasting e all\u2019avvento delle piattaforme di streaming. I n.3 punti pi\u00f9 alti delle zone rosse (qui rappresentate in grigio scuro) sono allineati con il livello di 0 dB della scala digitale.<\/i><\/p>\n<p>Per dirla breve, lo scopo era quello di stabilire l\u2019ampiezza dinamica di riferimento per le varie tipologie di ascolto. Per anni alcuni fonici (pochi, in verit\u00e0) si allinearono ai criteri proposti dall\u2019Ingegner Katz, mentre la maggior parte di essi, incalzata dai produttori, continuava ad operare con il loudness \u201ca manetta\u201d.<\/p>\n<h2>LUFS<\/h2>\n<p>Nel frattempo, dall\u2019anno 2006 in poi, gli istituti <b>ITU<\/b> ed <b>EBU<\/b> elaborarono progressivamente un protocollo finalizzato a limitare la <b>guerra dinamica<\/b>, definendo infine uno <b>standard di misurazione<\/b> con relativa <b>unit\u00e0 di misura<\/b>, che consentisse di analizzare al meglio il segnale audio interpretandolo soprattutto in ambito percettivo, al fine di produrre master con caratteristiche standard.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>L\u2019unit\u00e0 di misura in questione si chiamava <b>LKFS<\/b>, poi ridefinita e ridenominata <b>LUFS<\/b> dalla <b>Unione Europea di Radiodiffusione<\/b> (<b>EBU<\/b>) nel documento <b>EBU R128<\/b> del <b>2014<\/b>.<\/p>\n<p>Tale attuale sistema di misura permette di analizzare un audio file non pi\u00f9 sulla base della scala <b>RMS<\/b>, bens\u00ec utilizzando un protocollo differente, avente un criterio di misura che alla base \u00e8 molto simile all\u2019<b>RMS<\/b>, ma con delle variabili aggiunte che tengono conto della percezione psico-acustica dell\u2019utente medio.<\/p>\n<p><b>L\u2019acronimo LUFS<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>significa \u201cunit\u00e0 di misura del\u00a0volume\u00a0relative al fondo scala\u201d.<\/b><\/p>\n<p><b>Si tratta, in origine, di uno standard di volume progettato per consentire la normalizzazione dei livelli audio per la trasmissione televisiva.<\/b><\/p>\n<p><b>LUFS \u00e8 standardizzato in un insieme di algoritmi finalizzati a misurare il volume del programma audio e il livello del suo \u201cpicco reale\u201d (per approfondimenti si legga il documento ITU-R BS 1770 e successive modifiche introdotte tra il 2011 e il 2015).<\/b><\/p>\n<p><b>I LUFS sono misurati in scala assoluta e corrispondono a un decibel (dB).<\/b><\/p>\n<p>Il neonato sistema si perfezion\u00f2 negli anni successivi, e lo standard di:<\/p>\n<p><b>-23 LUFS (EBU)<\/b><\/p>\n<p><b>si impose nei contesti di broadcasting, coinvolgendo (in parte) anche l\u2019industria del cinema.<\/b><\/p>\n<p>Il livello di:<\/p>\n<p><b>-1 dBTP<\/b><\/p>\n<p><b>divenne invece lo standard per il picco massimo del programma audio, garantendo in tal modo ampi margini per prevenire ogni rischio di clipping.<\/b><\/p>\n<p>Ben presto lo standard divenne <b>norma di legge<\/b>, obbligando per\u00f2 in tal senso soltanto gli operatori del <b>broadcasting<\/b>.<\/p>\n<p>L\u2019<b>industria discografica<\/b>, invece, rispose facendo \u201corecchie da mercante\u201d poich\u00e9 nessun produttore vorrebbe pubblicare prodotti fonografici che suonino \u201cpi\u00f9 bassi\u201d di quelli dei concorrenti.<\/p>\n<h2>La rivoluzione dello streaming<\/h2>\n<p>Occorreva quindi un nuovo elemento, cos\u00ec decisivo da dissuadere l\u2019<b>industria fonografica <\/b>dal proseguire con la <b>loudness war<\/b>.<\/p>\n<p>L\u2019occasione arriv\u00f2 col diffondersi delle <b>piattaforme di streaming<\/b>, fenomeno che gi\u00e0 nel 2019 raggiunse una diffusione capillare in tutto il mondo, e quindi un potere enorme nel determinare l\u2019imposizione \u201cdi fatto\u201d di uno standard<\/p>\n<p>Le <b>piattaforme di streaming<\/b>, ai fini di garantire una estrema <b>omogeneit\u00e0<\/b> nell\u2019ambito della riproduzione dell\u2019audio, devono essere in grado di riprodurre in maniera sufficientemente corretta ogni genere musicale, dalla musica classica pi\u00f9 rarefatta e delicata sino all\u2019heavy metal pi\u00f9 denso e intenso.<\/p>\n<p><b>Tali piattaforme devono offrire:<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>un volume medio percepito sufficientemente costante di ascolto per tutti i brani del loro \u201ccatalogo\u201d, pur essendo tali volumi estremamente eterogenei<\/li>\n<li>una escursione dinamica accettabile, ai fini di un sufficiente rispetto della espressivit\u00e0 musicale<\/li>\n<li>un suono esente da distorsioni<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci\u00f2 ha favorito l\u2019imposizione \u201cdi fatto\u201d di alcuni <b>standard di loudness<\/b> con valori molto simili tra loro, ma al momento non identici per tutte le piattaforme.<\/p>\n<p>Qualunque sia il <b>loudness<\/b> originale dei brani musicali presenti nelle <b>piattaforme di streaming<\/b>, essi subiranno sempre alcuni <b>processi automatici di controllo<\/b> e, se non rispondenti ai <b>criteri standard<\/b> imposti dalla specifica piattaforma di streaming, saranno automaticamente elaborati al fine di <b>renderli adeguati ai valori di loudness richiesti<\/b>.<\/p>\n<p>A tal fine la piattaforma provveder\u00e0 automaticamente a contenere il volume generale degli audio files aventi un loudness eccessivo, al fine di ottenere in ascolto un soddisfacente livellamento per tutti i brani del catalogo della piattaforma stessa.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che, considerato quanto sopra, inserire in tali piattaforme dei brani caratterizzati da una <b>compressione eccessiva del file audio<\/b> servir\u00e0 soltanto ad <b>appiattirne la dinamica intaccando altres\u00ec la purezza del suono<\/b>, senza sortire alcun effetto reale sul <b>loudness<\/b> che sar\u00e0 <b>percepito<\/b> dagli utenti in ascolto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 sta progressivamente scoraggiando i produttori dal proseguire con la insensata <b>Guerra del Volume<\/b>, indirizzandoli a <b>produrre i loro masters con dinamiche pi\u00f9 ampie e rilassate<\/b>.<\/p>\n<p><b>N.B.<\/b><\/p>\n<p><b>Se da una parte \u00e8 assicurata la riduzione del volume, dal lato opposto non \u00e8 garantito il potenziamento dei files audio aventi un loudness inferiore allo standard.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p><b>Di conseguenza sar\u00e0 preferibile, in generale, conferire ai brani un leggero eccesso di loudness piuttosto che il contrario (ad esempio, posto che sia -14.0 lo standard per una specifica piattaforma, sar\u00e0 consigliabile un loudness compreso tra -13.5 e -14.0 piuttosto che tra -14.0 e -14.5).<\/b><\/p>\n<p>Le <b>piattaforme di streaming<\/b> al momento non sono perfettamente allineate secondo uno <b>standard comune<\/b>, bens\u00ec allo stato attuale spaziano tra i -13 LUFS (ad esempio YouTube, quella con la dinamica pi\u00f9 compressa) e i -16,5 LUFS (ad esempio Apple Music, quella con la dinamica pi\u00f9 estesa).<\/p>\n<p>La tendenza sembrerebbe assestarsi intorno ad un possibile standard unico di <b>-14 LUFS<\/b>, che \u00e8 quello proposto da Spotify, che al momento risulta essere la pi\u00f9 importante <b>piattaforma di streaming musicale<\/b> del mondo.<\/p>\n<p>Per tale motivo altre aziende di streaming \u201cminori\u201d tendono ad allinearsi con essa, favorendo ancor pi\u00f9 l\u2019affermazione definitiva di tale misura, che probabilmente diventer\u00e0 lo standard unico e definitivo.<\/p>\n<p>Per tale motivo i maggiori produttori di plugin destinati alla <b>finalizzazione dinamica del master<\/b> impostano di default ai livelli di -23 LUFS per il broadcasting e di -14 LUFS per lo <b>streaming<\/b> musicale, e in tal senso predispongono le utility del software, dotandolo spesso di un apposito indicatore di livello, contribuendo anch\u2019essi alla affermazione di tale standard.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non esclude la possibilit\u00e0 di finalizzare plurimi masters specifici, con livelli di <b>loudness<\/b> differenti, per meglio adattarsi a ciascuna delle piattaforme di <b>streaming<\/b>.<\/p>\n<h2>Loudness di riferimento<\/h2>\n<p>Prima di operare in finalizzazione, per prima cosa occorre chiarire quali siano i n.3 tipi di misurazione in <b>LUFS<\/b> utili ai fini delle nostre analisi:<\/p>\n<h3><b>Momentary loudness meter<\/b><\/h3>\n<p>Similmente ai tradizionali <b>Vu-meter<\/b> analogici, esprime \u201cin tempo reale\u201d le oscillazioni del volume, imponendo una discreta inerzia reattiva (400 ms circa), ideale per una comoda \u201clettura\u201d del livello.<\/p>\n<p><b>Molto utile per visualizzare il livello dei picchi al fine di valutare l\u2019opportunit\u00e0 di interventi pi\u00f9 o meno marcati in ambito di limiting preliminare del mix<\/b><\/p>\n<h3><b>Short term loudness meter<\/b><\/h3>\n<p>Esprime il livello medio del suono, calcolato in un breve pattern di tempo, pari a circa 3 secondi.<\/p>\n<p><b>Molto utile per seguire agevolmente e in maniera morbida l\u2019andamento generale dei livelli audio<\/b><\/p>\n<p><b>E\u2019 caratterizzato da una velocit\u00e0 reattiva frenata, un po\u2019 simile ai \u201ctemporary memory\u201d di molti meters a led<\/b><\/p>\n<h3><b>Integrated loudness meter<\/b><\/h3>\n<p>Esprime il target vero e proprio, secondo i parametri di riferimento e quelli normativi <b>EBU &#8211; ITU<\/b><\/p>\n<p><b>N.B.<\/b><\/p>\n<p><b>Nella revisione dello standard ITU-R BS.1770 \u00e8 stato aggiunto il concetto di misura del \u201cLoudness Gated\u201d, che riduce in modo \u201cintelligente\u201d la misurazione delle pause esecutive e dei passaggi musicali aventi un livello particolarmente basso.<\/b><\/p>\n<p><b>Un buon misuratore del loudness integrato terr\u00e0 conto di questo parametro, al fine di non ottenere dei risultati fuori norma.<\/b><\/p>\n<h2>True Peak level<\/h2>\n<p>L&#8217;elaborazione audio digitale, anche a causa del limiting ultra-veloce e del clipping problematico, pu\u00f2 produrre <b>picchi inter-campione<\/b> (<b>inter-sample peaks<\/b>).<\/p>\n<p><b>N.B.<\/b><\/p>\n<p><b>Il suo equivalente analogico, post conversione D\/A, rivelerebbe un segnale pi\u00f9 elevato del valore reale del campione, come ben chiarito dalla figura che segue.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6855 size-medium\" src=\"http:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/03-TPL-249x300.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>Un picco come questo \u00e8 chiamato\u00a0anche <b>livello di picco reale<\/b> (<b>True Peak Level<\/b>).<\/p>\n<p>Secondo la qualit\u00e0 del <b>convertitore D\/A<\/b> utilizzato in riproduzione, questi picchi potrebbero causare delle distorsioni udibili.<\/p>\n<p>Naturalmente, sar\u00e0 sempre meglio prevenire o ridurre al minimo i <b>picchi inter-sample<\/b> e allo stesso tempo assicurarsi che ogni picco audio, normale e inter-sample, rimanga \u201crealmente\u201d entro il massimo limite indistorto dello <b>0 db digitale<\/b>.<\/p>\n<p>Un buon plugin di finalizzazione dinamica per mastering dovrebbe essere dotato di una funzione di contenimento dei <b>True Peaks<\/b> (<b>True Peak Limiting<\/b>), conforme agli standard EBU R128 e ITU-R BS 1770.<\/p>\n<p><b>Si noti che la misurazione del picco reale (TP) non \u00e8 una scienza esatta: ci sono molti modi diversi per implementare la misurazione conforme a ITU-R BS 1770, che potrebbero offrire risultati leggermente diversi.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Non sar\u00e0 insolito, infatti, rilevare differenze di pochi decimi di dB TP tra diversi misuratori di true peak.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Alti valori di sovra-campionamento, capacit\u00e0 di interagire in modalit\u00e0 \u201clook-ahead\u201d e elevata qualit\u00e0 generale del plugin potrebbero fornire garanzia di maggior precisione e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>affidabilit\u00e0 nel contenere i true peaks.<\/b><\/p>\n<p>Ricordiamo che le normative e le convenzioni del sistema impongono o suggeriscono di utilizzare un valore di attenuazione del True Peak uguale o inferiore a -1 LUFS; alcune piattaforme di streaming richiedono addirittura un valore di attenuazione TP di -2 db; nelle masterizzazioni commerciali per cd audio, invece, la regolazione del TP \u00e8 consuetamente meno prudente, con valori di -0.5, -0.3, -0.2 db, il che espone il master a rischi di distorsione transitoria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6856\" src=\"http:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/04-LUFS.jpg\" alt=\"\" width=\"1258\" height=\"1931\" \/><\/p>\n<p><i>I meters di un completo sistema di misurazione in LUFS. A sinistra il classico meter di riferimento con 0 db digitale e al suo fianco la misurazione in db della riduzione di livello determinata dal limiter. A destra i 3 meters del sistema LUFS: short term (S), momentary (M) e integrated (I). In basso a sinistra il pulsante di abilitazione del True Pick e a destra la sua regolazione di livello (non ancora impostata al valore a norma di -1 dB).<\/i><\/p>\n<h2>I nuovi standards<\/h2>\n<p>Per tracciare una linea conclusiva, possiamo dire che giorno d\u2019oggi la tendenza \u00e8 di utilizzare i seguenti standard di riferimento in LUFS:<\/p>\n<h3><b>Audio Cd<\/b><\/h3>\n<ul>\n<li>-9 LUFS, con True Peak a -0.3 db &#8211; \u00e8 lo standard pi\u00f9 diffuso per la musica rock-pop e derivati, anche se purtroppo molti produttori forzano ancora lo standard, spingendosi a valori di -8 e -7 LUFS<\/li>\n<\/ul>\n<p><b>N.B.<\/b><\/p>\n<p><b>Personalmente, anche in questi casi \u00e8 mia abitudine mantenere il TP a -1 db<\/b><\/p>\n<p>Altri generi musicali pi\u00f9 \u201cespressivi\u201d, anche per il CD tendono a scegliere invece soluzioni capaci di maggiore spazio dinamico:<\/p>\n<ul>\n<li>-10 \/ -12 LUFS, con True Peak a -1 db &#8211; per i generi musicali moderni pi\u00f9 espressivi, come la fusion, il jazz moderno, la musica leggera \u201ccolta\u201d e alternativa, l\u2019etno-pop (questa fascia di loudness sta conquistando gradualmente pi\u00f9 produttori \u201calternativi\u201d e mi auguro personalmente che possa diventare uno standard definitivo anche in ambito rock-pop<\/li>\n<li>-15 \/-23 LUFS, con True Peak a -1.0 db &#8211; per la musica popolare tradizionale, il jazz tradizionale e la musica classica (quella di approccio non strettamente purista)<\/li>\n<li>dinamica non compressa, con True Peak a -1.0 db &#8211; per la musica popolare tradizionale, il jazz tradizionale e la musica classica (quella di approccio strettamente purista)<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6857\" src=\"http:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/05-Dinamica-utile-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1959\" height=\"1102\" \/><\/p>\n<p><i>Rappresentazione schematica della dinamica utile e relativo livello di loudness utilizzati come standard nelle pi\u00f9 consuete destinazioni d\u2019uso. E\u2019 evidente che, normalizzando a livelli prossimi allo 0 db, avremo poca dinamica utile e alto loudness. Senza alcuna compressione (a destra) la dinamica naturale, con espressioni dai 20 ai 50 db e oltre (secondo i casi), sar\u00e0 completamente rispettata. Notare anche che il livello di normalizzazione per il Cd di Pop Music \u00e8 generalmente impostato a valori di peak level di pochi decimali, senza il controllo del \u201ccircuito\u201d di True Peak.<\/i><\/p>\n<h3><b>Streaming<\/b><\/h3>\n<ul>\n<li>lo standard attuale pi\u00f9 diffuso, da considerarsi temporaneamente come riferimento, \u00e8 di -14 LUFS, ma potrebbe assestarsi in futuro a -15 db o a -13 db<\/li>\n<li>altri servizi di streaming oscillano al momento tra i -13 LUFS (YouTube) e i -16,5 LUFS (iTunes)<\/li>\n<li>Tuttavia, per esigenze di sonorit\u00e0, sono numerosi i casi in cui si finalizzi a livelli simili a quelli utilizzati per il CD, anche se le piattaforme penalizzeranno automaticamente tali livelli per farli collimare con gli standards previsti dalle loro norme di pubblicazione<\/li>\n<\/ul>\n<h3><b>Broadcasting e Cinema<\/b><\/h3>\n<ul>\n<li>lo standard \u00e8 -23 LUFS con True Peak a -1.0 db, che per il broadcasting \u00e8 anche una norma di legge vincolante<\/li>\n<\/ul>\n<p>per il cinema si rilevano oscillazioni di rilievo, tra -27 e -21 LUFS (con uno short term loudness sino a -6 LUFS)<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Per approfondimenti sull&#8217;Audio Mastering Digitale<\/h2>\n<div class='avia-iframe-wrap'>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"1gW4Ru2olo\"><p><a href=\"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/staging-a2\/product-2\/manuale-di-audio-mastering-digitale\/\">Manuale di Audio Mastering Digitale<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Manuale di Audio Mastering Digitale&#8221; &#8212; Alessandro Fois\" src=\"https:\/\/alessandrofois.com\/staging-a2\/prodotto\/manuale-di-audio-mastering-digitale\/embed\/#?secret=6kyRTzhjUT#?secret=1gW4Ru2olo\" data-secret=\"1gW4Ru2olo\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue dalla 1\u00b0 parte: https:\/\/alessandrofois.com\/staging-a2\/loudness-nel-mastering-parte-1-dinamica\/ Per evitare il sopravvento del rumore di fondo e di altri disturbi insiti nei supporti di registrazione (ad esempio il fruscio dei nastri analogici) si \u00e8 cercato: di tenere il picco massimo della registrazione ad un livello il pi\u00f9 elevato possibile, ma al di sotto del punto di distorsione di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":250,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,16],"tags":[],"class_list":["post-243","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-audio","category-audio-mastering"],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=243"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media\/250"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}