{"id":469,"date":"2024-11-28T19:09:01","date_gmt":"2024-11-28T19:09:01","guid":{"rendered":"http:\/\/alessandrofois.com\/il-mascheramento-tonale-e-dinamico-nel-mix\/"},"modified":"2025-07-24T15:32:26","modified_gmt":"2025-07-24T15:32:26","slug":"il-mascheramento-tonale-e-dinamico-nel-mix","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alessandrofois.com\/de\/il-mascheramento-tonale-e-dinamico-nel-mix\/","title":{"rendered":"Il Mascheramento Tonale e Dinamico nel Mix"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<h2>Il Mascheramento Tonale e Dinamico nel Mix<\/h2>\n<p>Ogni mix musicale \u00e8 un equilibrio unico, in cui la gerarchia degli elementi e la gestione del mascheramento tonale e dinamico giocano ruoli cruciali. Questo articolo ti guider\u00e0 nell&#8217;arte di definire priorit\u00e0, ottimizzare l\u2019incastro sonoro e valorizzare ogni traccia per creare un mix chiaro, coeso e musicalmente efficace.<\/p>\n<h2><b>Gerarchia degli elementi del mix<\/b><\/h2>\n<p>Gli elementi del mix assumono un&#8217;importanza gerarchica, diversa da mix a mix.<\/p>\n<p>Tale gerarchia dipende da molti fattori, inclusa la natura della produzione da mixare: nell\u2019hip-hop, per esempio, il \u201cbeat\u201d e la voce sono generalmente gli elementi pi\u00f9 importanti.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nel jazz, il ride \u00e8 \u201cpi\u00f9 importante\u201d del kick, mentre gli \u201ceffetti spaziali&#8221; sono un elemento importante nella musica ambient e assolutamente accessori in altri generi<\/p>\n<p>La grancassa \u00e8 un elemento centrale nella dance music, ma essa \u00e8 un po\u2019 meno importante dello snare nella musica pop in genere.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>E cos\u00ec si potrebbero citare molti altri esempi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Per meglio ragionare dovremmo considerare la natura di ogni elemento e il suo ruolo nel contesto musicale complessivo, immaginando cos\u00ec una sorta di gerarchia specifica per ogni brano musicale.<\/p>\n<p>Le voci soliste, per esempio, sono sempre di primaria importanza, ma anche i testi possono rivestire una importanza notevole, per cui la voce che \u201cracconta\u201d un testo \u201cimportante\u201d (ad esempio nella canzone cantautorale) dovr\u00e0 emergere pi\u00f9 chiaramente che in altri contesti, per garantire la sua massima \u201cleggibilit\u00e0\u201d, mentre in altri casi la voce solista potr\u00e0 restare maggiormente immersa nel mix.<\/p>\n<p>L&#8217;importanza relativa dei singoli elementi influenzer\u00e0 il modo in cui li misceleremo, che si tratti di livelli, frequenze, effetti, panning o profondit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Chiarire tale gerarchia pu\u00f2 migliorare il flusso di lavoro, minimizzando i processi meno importanti, come ad esempio passare troppo tempo per affinare il suono di un pad di accordi di synth da utilizzare ad un volume molto basso in una singola strofa.<\/p>\n<p>Questa priorit\u00e0 assume una importanza ancor pi\u00f9 rilevante nelle \u201cproduzioni a budget chiuso\u201d, caratterizzate da un \u201cmonte ore\u201d prestabilito da dedicare al mix; di conseguenza potremmo avere la necessit\u00e0 di pianificare in maniera molto vincolante il tempo da dedicare ad ogni elemento secondo tale gerarchia e secondo la difficolt\u00e0 del processo, ad esempio: 1 ora al trattamento della batteria, 15 minuti al basso, 1 ora e mezza alla voce solista e cos\u00ec via (ovviamente qualunque piano operativo globale che avesse a disposizione un tempo prestabilito vincolante dovr\u00e0 conservare ampi margini per gli imprevisti e i ripensamenti).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 pu\u00f2 essere determinante saper definire volta per volta, nello svolgere una specifica operazione, quanto essa sia importante in relazione all\u2019economia totale del brano.<\/p>\n<p>Parlando di gerarchia non intendo certo dire che la tromba sia pi\u00f9 importante della chitarra o altre cose del genere; intendo invece affermare che ogni brano musicale arrangiato e orchestrato ha al suo interno delle parti musicali pi\u00f9 o meno importanti in corrispondenza col loro ruolo, indipendentemente da quali siano gli strumenti o le voci che le eseguono.<\/p>\n<p>Ci sono brani e generi musicali specifici, ad esempio, nei quali il supporto armonico risulta pi\u00f9 importante di quello ritmico e viceversa, ma in linea generale i criteri che definiscono la gerarchia delle parti musicali sono uguali per tutti.<\/p>\n<p><b>Oltre ai motivi di ordine pratico di cui sopra, perch\u00e9 stabilire una gerarchia?<\/b><\/p>\n<p>Nella orchestrazione di un brano musicale sono presenti numerose sorgenti sonore le quali, dal punto di vista tonale e dinamico, concorrono tra loro per \u201cconquistare uno spazio di udibilit\u00e0\u201d all\u2019interno del brano, a parziale detrimento delle altre sorgenti.<\/p>\n<p>Di conseguenza, pur evitando di snaturare le singole sorgenti, si imporr\u00e0 un intervento pi\u00f9 o meno profondo sulla dinamica e sull\u2019eq, al fine di favorire un buon incastro pi\u00f9 che la mera sovrapposizione.<\/p>\n<p>A tal fine, si aprono quindi due percorsi operativi differenti:<\/p>\n<ol>\n<li>ritoccare un po\u2019 tutte le sorgenti in maniera proporzionale<\/li>\n<li>conferire la massima qualit\u00e0 sonora agli elementi pi\u00f9 importanti, esponendo di conseguenza quelli meno importanti a pi\u00f9 profondi interventi per adattarsi ai primi<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il pi\u00f9 delle volte tra i due prediligo il secondo approccio, che permette di rispettare e di valorizzare in massimo grado gli elementi \u201cessenziali\u201d del mix, lasciando agli altri ingredienti il compito meno essenziale di \u201cvestirlo\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 ovvio che tra i due criteri esisteranno infinite gradazioni intermedie, pi\u00f9 o meno adottabili secondo il contenuto sonoro dello specifico brano in lavorazione.<\/p>\n<p><b>Qui di seguito un criterio gerarchico di esempio<\/b>, che pu\u00f2 servire d\u2019ispirazione per alcuni ambiti di musica pop e generi correlati:<\/p>\n<h3><b>Elementi primari<\/b><\/h3>\n<p>Da considerare in ordine di importanza:<\/p>\n<ol>\n<li>elementi melodici principali (qualunque solista: voce, sax, lead guitar, pianoforte, ecc.)<\/li>\n<li>Gli elementi di marcatura e di sostegno in basso: grancassa, rullante, HH, basso<\/li>\n<li>l\u2019elemento principale in ambito strutturale ritmico-armonico (soltanto uno, ad esempio: il pianoforte, la chitarra acustica, ecc.)<\/li>\n<li>i restanti pezzi del set della batteria o gli altro elementi percussivi principali (ad esempio congas e bongos)<\/li>\n<\/ol>\n<h3><b>Elementi secondari<\/b><\/h3>\n<p>Da considerare in ordine di importanza:<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>fraseggi melodici secondari (back-vocals, fraseggi \u201cobbligati\u201d di fiati, archi, ecc.)<\/li>\n<li>elementi armonici (ad esempio accordi di archi o fiati, o tastiere, ecc.)<\/li>\n<li>elementi ritmici secondari (percussioni, chitarre ritmiche, ecc.)<\/li>\n<li>altri elementi musicali<\/li>\n<li>effetti non musicali<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quanto sopra non costituisce assolutamente un criterio rigido, poich\u00e9 nei fatti ogni brano ha la sua \u201cricetta\u201d che prevede una specifica preponderanza di ingredienti, cos\u00ec come ogni genere musicale al di fuori del rock-pop pu\u00f2 richiedere criteri ben differenti di \u201cgerarchia\u201d.<\/p>\n<p><b><i>E\u2019 bene considerare che tali criteri saranno pienamente applicabili soltanto allorquando la registrazione sia avvenuta in sovra-incisione o comunque nel caso in cui l\u2019indipendenza sonora tra le tracce audio risulti sufficientemente elevata, come nel caso di registrazioni in linea via cavo o di registrazioni acustiche effettuate in box o salette ben isolate tra loro.<\/i><\/b><\/p>\n<p><b><i>Allorquando si riscontrasse un ampio influenzamento sonoro tra le tracce non si potr\u00e0 invece procedere in maniera strettamente gerarchica, bens\u00ec si dovr\u00e0 cercare un equilibrio generale attraverso un percorso quasi obbligato che condurr\u00e0 probabilmente il mix ad una dimensione pi\u00f9 vicina alle proporzioni originali di ripresa, al fine di riuscire salvaguardare l\u2019integrit\u00e0 tonale di tutti gli elementi.<\/i><\/b><\/p>\n<p>Il criterio gerarchico risulter\u00e0 applicabile soprattutto in ambito pop, con riprese realizzate spesso in sovra-incisione o utilizzando stanzette isolate o registrando via cavo.<\/p>\n<p>In tali casi sarebbe opportuno che, prima di procedere verso un mix definitivo, ci si dedicasse all\u2019ottenimento di un <b>mix essenziale<\/b>, cio\u00e8 costituito da pochi elementi primari coi quali si possa realizzare un mix quasi completo e convincente.<\/p>\n<p>Solo successivamente si potranno aggiungere i nuovi ingredienti, procedendo con la necessaria attenzione al fine di non pregiudicare l\u2019equilibrio precedentemente ottenuto.<\/p>\n<h2><b>Mascheramento nel Mix<\/b><\/h2>\n<p>Il mascheramento \u00e8 la capacit\u00e0 di un elemento sonoro di coprirne parzialmente un altro.<\/p>\n<p>I suoni pi\u00f9 forti mascherano quelli pi\u00f9 deboli, quindi pi\u00f9 elevato sar\u00e0 il volume di un elemento nel mix, pi\u00f9 esso tender\u00e0 ad essere percepito chiaramente, ma ci\u00f2 avverr\u00e0 a discapito degli altri.<\/p>\n<h3><b>Mascheramento tonale<\/b><\/h3>\n<p>Ci\u00f2 avviene quando gli elementi mascheranti si esprimono principalmente nella medesima fascia tonale di quelli mascherati.<\/p>\n<p>La competizione per un medesimo spazio tonale \u00e8 quindi alla base del mascheramento reciproco.<\/p>\n<p>Il problema pu\u00f2 essere ottimizzato regolando gli elementi del mix in maniera complementare, cio\u00e8:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>facendo emergere in ciascuno di essi delle fasce tonali specifiche tra loro differenti<\/li>\n<li>attenuando le altre fasce tonali al fine di liberare spazio per gli altri elementi del mix.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In tal modo ciascun elemento potr\u00e0 apparire maggiormente definito e chiaro.<\/p>\n<h3><b>Mascheramento dinamico<\/b><\/h3>\n<p>Gli strumenti percussivi vanno e vengono e i picchi hanno durata breve; per esempio, un kick avr\u00e0 in genere poco o nessun contenuto sonoro tra i vari \u201ccolpi\u201d: \u00e8 quindi improbabile che un suono percussivo \u201ccorto\u201d, per quanto forte sia, possa mascherare i suoni di lunga durata; possiamo dire che esso si fa strada ad ogni \u201ccolpo\u201d per un tempo brevissimo in cui manifesta per\u00f2 una preponderanza dinamica (volume) che gli permette di emergere quando occorre.<\/p>\n<p>Le percussioni concorrono per lo spazio tonale in vari istanti limitati nel tempo, altri strumenti invece sostengono il suono per periodi molto pi\u00f9 lunghi e quindi lottano costantemente per guadagnarsi uno spazio tonale.<\/p>\n<p>Un pad di Synth e le armonizzazioni di fiati, di archi e di un coro, ma anche i fraseggi solistici di voci, archi, fiati, e cos\u00ec ogni altra sorgente sonora a volume sostenuto, richiederanno tutti pi\u00f9 attenzione di quelli percussivi, perch\u00e9 ogni loro impostazione di livello, di panning o di equalizzazione avr\u00e0 un\u2019incidenza maggiore sull\u2019insieme a causa della loro persistenza nel tempo.<\/p>\n<p>Sicuramente alzare il volume di un pad causer\u00e0 problemi di mascheramento maggiori di quelli conseguenti all\u2019innalzamento del volume di un rullante il quale, se anche mascherasse il pad, lo farebbe solo per brevissime durate assolutamente trascurabili, che non distruggerebbero la continuit\u00e0 della percezione musicale del pad stesso; se invece un pad ad alto volume mascherasse un rullante a basso volume, lo farebbe in maniera costante causandogli un problema serio.<\/p>\n<p>In tal senso gli strumenti a corda percossa o pizzicata, a causa del loro decadimento (in genere meno rapido delle percussioni), stanno circa nella via di mezzo.<\/p>\n<p><b><i>Grazie alle loro caratteristiche, il pianoforte e talvolta le chitarre acustiche (entrambi in funzione di accompagnamento) possono essere sottoposti ad un processo di espansione dinamica che faccia emergere maggiormente le parti dall\u2019esecuzione pi\u00f9 incisiva attenuando invece le altre.<\/i><\/b><\/p>\n<p><b><i>In questa maniera il loro potere di mascheramento verrebbe ridotto in molti momenti, al fine di far emergere pi\u00f9 facilmente gli altri elementi del mix.<\/i><\/b><\/p>\n<h3><b>Incastrare per definire<\/b><\/h3>\n<p>Un buon incastro tonale permetter\u00e0 quindi di determinare la massima definizione delle parti musicali dell\u2019arrangiamento e del suono generale del mix.<\/p>\n<p><b><i>Chiariamo che il mascheramento di un elemento pu\u00f2 essere risolto semplicemente sollevando il volume dell\u2019elemento che vogliamo far emergere; procedendo soltanto in tal modo per\u00f2 si rischier\u00e0 di mascherare ancora di pi\u00f9 gli altri elementi; di conseguenza il mascheramento tonale dovr\u00e0 essere risolto in parte gestendo i volumi e in parte utilizzando i controlli di tono.<\/i><\/b><\/p>\n<p><b><i>Si pu\u00f2 anche provare a conferire un pizzico di saturazione armonica all\u2019elemento da valorizzare, in modo da creare armoniche in una fascia tonale altrimenti carente. Ci\u00f2 tende a funzionare soprattutto con le sorgenti di tessitura bassa e medio-bassa (basso, accordi di chitarre elettriche, synth di tessitura bassa).<\/i><\/b><\/p>\n<p>In che modo \u00e8 possibile migliorare l\u2019incastro tonale?<\/p>\n<h3><b>Analisi del mascheramento<\/b><\/h3>\n<p>Come abbiamo visto, occorre per prima cosa distinguere tra suoni impulsivi e brevi (come ad esempio le percussioni) e i suoni morbidi e lunghi (come ad esempio le voci e gli archi).<\/p>\n<p>Il rullante della batteria ad esempio potrebbe avere un range tonale essenziale molto vicino a quello della voce solista, ma la sua breve durata non gli permetter\u00e0 di mascherare quest\u2019ultima in misura apprezzabile.<\/p>\n<p>Una chitarra, un pianoforte e un pad di tastiere che suonino insieme e continuamente nell\u2019intero brano con parti sostenute e utilizzando all\u2019incirca le medesime ottave di estensione, invece, sicuramente concorrerebbero tra loro per ricavarsi uno spazio tonale definito nel mix.<\/p>\n<p>In generale nelle fasce tonali alte la sovrapposizione tonale creerebbe un minore mascheramento e confusione rispetto a ci\u00f2 che avverrebbe nelle fasce tonali pi\u00f9 basse.<\/p>\n<p>Analizziamo cosa succede nella varie fasce.<\/p>\n<p><b>Nelle fasce pi\u00f9 basse (tra i 20 e gli 80 hz)<\/b> si esprimono fortunatamente pochi elementi sonori: in ambito rock pop, ad esempio, troviamo sostanzialmente il basso (suono lungo con morbido picco iniziale) e la grancassa (suono breve con picco impulsivo), oltre a qualche sporadica incursione dei timpani della batteria; di conseguenza in questa fascia potenzialmente critica, nei contesti rock pop e correlati, sar\u00e0 sufficiente ottenere un buon incastro tonale tra la grancassa e il basso.<\/p>\n<p><b>La fascia tonale tra gli 80 e i 500 hertz<\/b> \u00e8 forse, di fatto, quella maggiormente soggetta ai problemi di mascheramento tonale in quanto mantiene gran parte della criticit\u00e0 della fascia bassa ma \u00e8 zeppa di sorgenti sonore \u201cconcorrenti\u201d.<\/p>\n<p>Pur senza considerare i suoni impulsivi, bens\u00ec soltanto quelli lunghi e \u201cmantenuti\u201d, consideriamo che in questa fascia si trovano:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>le fondamentali di alcune note del basso e i loro armonici naturali pi\u00f9 importanti<\/li>\n<li>le note basse e medio basse di strumenti come le chitarre (elettriche ed acustiche), il pianoforte e i \u201cpads\u201d delle tastiere e degli archi<\/li>\n<li>le fondamentali e i primi armonici dei solisti come la voce, il sax, la lead guitar<\/li>\n<\/ul>\n<p><b>La fascia tonale tra i 500 hz e i 5000 hz<\/b> \u00e8 anch\u2019essa soggetta, anche se in misura minore, al medesimo problema di sovrapposizione tonale,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Infine, la fascia ancora pi\u00f9 alta ne soffre un po\u2019 meno, anche perch\u00e9 saranno pochi elementi ad esprimersi massicciamente <b>tra i 5.000 e i 20.000 hz<\/b>, per cui tale zona, pur essendo ancora affollata dagli armonici naturali e dagli overtoni vari di tutti gli elementi sonori (che in certe tracce potremo anche abbattere del tutto), sar\u00e0 sostanzialmente occupata solo da elementi molto brillanti e sottili, come ad esempio i piatti della batteria, il triangolo e altri elementi simili.<\/p>\n<h2><b>Incastro tonale<\/b><\/h2>\n<p>I metodi per ottimizzare l\u2019incastro tonale sono tutti quelli finalizzati a liberare spazio tonale utile ad altre sorgenti sonore.<\/p>\n<p>Ecco quindi un decalogo operativo:<\/p>\n<ol>\n<li><b>Eliminare le fasce tonali al di sotto della fondamentale pi\u00f9 bassa eseguita dall\u2019elemento<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Ci\u00f2 sar\u00e0 ottenibile per mezzo di un filtro passa alto (HPF) o col suo omologo funzionale Low-Shelving-Eq<\/p>\n<p>Bisogna capire che, talvolta, al disotto della fondamentale si troveranno per\u00f2 anche elementi di rumore funzionali alla pasta del suono, che potranno essere attenuati con una pendenza standard di 6-12 db\/oct in presenza di un mix rarefatto, o addirittura eliminati con una pendenza drastica di 24-60 db\/oct) in presenza di un mix denso in fascia bassa e\/o medio bassa.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><b>Eliminare le fasce tonali pi\u00f9 elevate<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Questa pratica \u00e8 rischiosa in quanto taglier\u00e0 via una parte degli armonici naturali e degli altri ipertoni delle sorgenti, pertanto tale espediente dovr\u00e0 essere messo in atto soltanto per gli elementi \u201cscuri\u201d che non si esprimono funzionalmente in tali fasce, come ad esempio: la grancassa, il basso, i tomtom e pochi altri.<\/p>\n<p>La frequenza di taglio dovr\u00e0 essere scelta secondo i casi, anche in considerazione dell\u2019affollamento tonale in zona super alta, applicando un filtro passa basso con pendenza moderata o media (dai 6 ai 18 db oct) e una frequenza di taglio compresa tra i 5 e i 12 khz, secondo i casi.<b><i>In ogni caso sar\u00e0 buona abitudine tagliare in ogni traccia e in ogni bus le frequenze superiori ai 20.000 hz, con una pendenza anche drastica di 48 db oct ad esempio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p><b><i>Ci\u00f2 dovrebbe aiutare a ridurre drasticamente i rischi di aliasing, cio\u00e8 della generazione di armonici indesiderati in fascia bassa e media in conseguenza dello sforamento di una frequenza pari alla met\u00e0 di quella utilizzata per il campionamento nella sessione della DAW (ad esempio, per un sampling a 48 Khz il taglio dovrebbe avvenire drasticamente al di sotto dei 24 Khz, per cui un taglio a 20 Khz andr\u00e0 benissimo).<\/i><\/b><\/p>\n<p><b><i>Utilizzando frequenze di sampling pi\u00f9 elevate (ad esempio 192 Khz) come \u00e8 ovvio il problema dell\u2019aliasing risulter\u00e0 molto meno rilevante e il taglio degli ultrasuoni diverr\u00e0 una pratica trascurabile.<\/i><\/b><\/p>\n<p><b><i>Si tenga conto che l\u2019eliminazione delle infiltrazioni di armoniche in fascia bassa come conseguenza dell\u2019aliasing, oltre a creare una lieve deformazione della timbrica e un po\u2019 di disfonia, determiner\u00e0 il mantenimento di maggiore pulizia e definizione sonora, concorrendo in tal modo alla limitazione delle cause di mascheramento.<\/i><\/b><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><b>Attenuare la fascia bassa degli strumenti polifonici d\u2019accompagnamento<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Parliamo degli strumenti che accompagnano un solista, come le chitarre, il pianoforte, un pad di tastiere o una armonizzazione di archi.<\/p>\n<p>Spesso la loro estensione raggiunge le frequenze in cui si esprimono le fondamentali del basso (che possono operare per lo pi\u00f9 tra i 30 e i 170 hz e raggiungere occasionalmente i 200-240 hz.<\/p>\n<p>Per evitare una sovrapposizione eccessiva sul range del basso risulter\u00e0 spesso opportuna una attenuazione lieve ma progressiva delle frequenze di sovrapposizione, da effettuare per mezzo di un Low-Shelving-Eq impostato tra i 150 e i 300 hz, con una pendenza di attenuazione di 6 db oct o anche pi\u00f9<\/p>\n<p>La determinazione della pendenza e della frequenza pu\u00f2 essere stabilita ad orecchio, ma essa dipender\u00e0 in gran parte dall\u2019estensione reale della parte di basso rilevata nello specifico brano sul quale si lavora (se ad esempio la linea di basso \u00e8 compresa tra il RE 74 hz e il SI 124 hz, sar\u00e0 opportuno scegliere una frequenza di taglio opportunamente bassa, al fine di non lasciare scoperta una fascia di frequenza, creando un \u201cbuco\u201dtonale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-7798 size-large\" src=\"http:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/001-4-1030x278.jpg\" alt=\"\" width=\"1030\" height=\"278\" \/><\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em><span style=\"color: #808080;\">L\u2019utilizzo del\u2019Eq statico per diminuire il mascheramento reciproco tra un pianoforte (a sinistra) e una chitarra (a destra). Entrambi gli strumenti sono stati precedentemente ottimizzati per mezzo dell\u2019equalizzazione preliminare (effettuata \u201da monte\u201d con altri equalizzatori), per cui qui sono visibili soltanto le successive operazioni di de-mascheramento effettuate durante l\u2019equalizzazione di mix. Le parti musicali dei due strumenti sono state eseguite contemporaneamente, ed entrambe in estensione media, per cui tendevano a mascherarsi parzialmente. Ad entrambe sono state dapprima tagliate via le frequenze sotto gli 80 hz e sopra i 20 Khz e attenuate lievemente e progressivamente le frequenze al di sotto dei 300 hz, Successivamente la fascia dei 1.200 hz \u00e8 stata potenziata nel piano e attenuata nella chitarra; analogamente la fascia dei 4400 hz \u00e8 stata potenziata nella chitarra ed attenuata nel pianoforte; quest\u2019ultimo infine ha ricevuto una spinta brillante intorno ai 7 Khz. Per completare il de-mascheramento si \u00e8 deciso di ripartire il piano e la chitarra simmetricamente verso i canali stereo opposti (40% L e 40% R).<\/span><\/em><\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><b>Distribuire diversamente sul fronte stereo le sorgenti di fascia tonale simile<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Se ad esempio abbiamo un pad stereo di synth, un pianoforte e una chitarra acustica che accompagnano un solista suonando insieme su una medesima fascia di frequenza, una soluzione tipica \u00e8 quella di assegnare a ciascuno di tali elementi una posizione opposta sul fronte stereo.<\/p>\n<p>Potremo ad esempio:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>posizionare il pad in posizione centrale opponendo il pan-pot dei due canali L e R, con massima apertura al 100% di L e di R;<\/li>\n<li>posizionare la chitarra al 50% sul canale Left e contrapporre il pianoforte al 50% sul canale Right.<\/li>\n<\/ul>\n<p><b><i>Tali posizioni angolari del piano e della chitarra potrebbe diventare pi\u00f9 drastica sino all\u201985-90% verso L o R (con miglioramenti ulteriori dell\u2019incastro tonale), ma in tal caso tali sorgenti dovrebbero risultare abbondantemente riverberate in stereo per distribuire l\u2019ambientazione dell\u2019elemento \u201cmesso all\u2019angolo\u201d sull\u2019intero fronte stereo.<\/i><\/b><\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><b>Attenuare ed esaltare le fasce tonali in maniera complementare<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Prendiamo come esempio un pianoforte e una chitarra che eseguono in parallelo una linea di accompagnamento: in uno dei suddetti strumenti potrebbe essere utile esaltare (ad esempio) la fascia tonale medio alta e attenuare la fascia media, per poi eseguire una operazione esattamente opposta con l\u2019altra sorgente, esaltando la fascia media e attenuando quella medio alta.<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><b>Utilizzare un compressore multibanda<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>In sostituzione o in aggiunta dell\u2019azione dell\u2019eq statico di cui sopra, spesso \u00e8 preferibile, operare con un eq dinamico (in forma di compressore multibanda) per ottenere un risultato pi\u00f9 efficace ma senza snaturare i suoni originari.<\/p>\n<p>E\u2019 sufficiente identificare la fascia tonale critica condivisa da pi\u00f9 elementi, in modo da limitarla allorquando essa superi una certa soglia in uno e nell\u2019altro elemento, indipendentemente.<\/p>\n<p>Utilizzando un compressore multibanda la fascia tonale potr\u00e0 essere attenuata nei soli momenti di sua massima espressione e soltanto nella misura in cui risultasse necessario, senza modificare il perfetto equilibrio tonale ottenuto durante l\u2019equalizzazione preliminare di ciascun elemento.<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><b>Scavare una fascia tonale per il solista<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Questo accorgimento permette di riservare un maggiore spazio tonale al solista, al fine di mantenerlo maggiormente immerso nel mix senza tuttavia pregiudicarne la definizione, il che libera molto spazio per altri elementi secondari.<\/p>\n<p>Si tratta nello specifico di attenuare, negli elementi che disturbano il solista, la zona che corrisponde alle sue fondamentali e alle sue prime armoniche (200-1000 hz, secondo il tipo di voce e i singoli casi), o alla &#8220;formante vocale\u201d (intorno ai 2500 hz).<\/p>\n<p>Quando si scava un elemento su una fascia media per liberare spazio ad un altro elemento, in molti casi si sentir\u00e0 il bisogno di compensare con un\u2019esaltazione di una fascia adiacenti dell\u2019elemento attenuato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-7800 size-large\" src=\"http:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/002-4-1030x278.jpg\" alt=\"\" width=\"1030\" height=\"278\" \/><\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em><span style=\"color: #808080;\">Intervento de-mascherante per un quartetto (voce femminile accompagnata da chitarra acustica, basso elettrico e batteria). Prima di questo intervento le due tracce sono state sottoposte ad una equilibratura iniziale con il consueto processo di equalizzazione preliminare. Alla chitarra (Eq di sinistra) sono stati tagliati i bassi sotto i 75 hz e gli alti sopra i 20 Khz. La fascia media con ampio Q (o.50) \u00e8 stata inoltre attenuata per liberare spazio alla voce (Eq di destra) che \u00e8 stata potenziata sulla stessa fascia. Alla voce sono stati attenuati i 350 hz che risultavano un po\u2019 fangosi, anche per dare spazio ai bassi naturali della chitarra, molto piacevoli, che sono emersi dopo aver scavato i medi. Dopo questa riduzione la chitarra risultava un po\u2019 ovattata ma ci\u00f2 creava una \u201cspeciale\u201d magia insieme alla voce. Sempre alla voce \u00e8 stata data brillantezza potenziando i 10 Khz ma tagliando sopra i 15 Khz, che \u00e8 anche la fascia tonale dove la chitarra ha invece ricevuto un potenziamento che occorreva per compensare l\u2019attenuazione del medio-alto. In tal modo si \u00e8 riuscito ad ottenere un ottimo incastro tonale che ha permesso all voce di sedere parecchio dentro alla chitarra senza tuttavia esserne sovrastata neppure nei passi pi\u00f9 dolci e facilitando il controllo dinamico del successivo Mastering.<\/span><\/em><\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li><b>Contenere le sorgenti secondarie con un compressore side-chain<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Questo espediente risulta particolarmente efficace quando la traccia pilota del compressore side-chain \u00e8 il solista del brano; permette di diminuire il volume degli elementi secondari che disturbano il solista, per creargli una maggiore spazio dinamico nei soli istanti in cui esso \u00e8 attivo.<\/p>\n<p>Tale espediente permetter\u00e0 di mantenere il volume medio del solista ad un livello pi\u00f9 basso, liberando a sua volta spazio tonale a favore di altri elementi.<\/p>\n<p>Per evitare l\u2019insorgenza di un effetto di pompaggio dell\u2019elemento attenuato (sarebbe a dire una risalita troppo rapida del volume dopo la compressione), occorrer\u00e0 contenere l\u2019azione del compressore entro un range di circa 2 db (massimo 3) e dosare la velocit\u00e0 di attacco e di rilascio in modo di ottenere la massima efficacia senza tuttavia evidenziare l\u2019artifizio; per iniziare si pu\u00f2 provare con un attack di 50 ms e un rilascio di 100 ms, per poi provare a variare tali valori sino all\u2019ottenimento del risultato pi\u00f9 naturale.<\/p>\n<p>Utilizzando l\u2019espediente del side-chain con un compressore multi-banda si potrebbe migliorare ancora pi\u00f9 l\u2019efficacia e limitare gli artefatti generati dalla compressione, impostando il plugin al fine di ottenere ad esempio una attenuazione massima di 3 db nella sola e specifica fascia tonale interessata (generalmente intorno ai 3000 hz) ed una riduzione minore (o nessuna riduzione) nelle altre fasce tonali.<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li><b>Diversificare gli elementi in ambito di profondit\u00e0<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Quando un elemento solistico risulta in parte mascherato da un elemento secondario, si pu\u00f2 anche provare ad \u201callontanare\u201d quest\u2019ultimo dalla zona di presenza on-face, utilizzando tutti i parametri gi\u00e0 suggeriti per questo risultato, cio\u00e8: diminuire il volume diretto, aumentare il volume di echi e riverberi (talvolta esasperando anche un poco l\u2019apertura stereo di questi ultimi), diminuire un pizzico le frequenze alte e basse, addolcire i transienti con un compressore e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>In tal modo l\u2019elemento che \u00e8 stato penalizzato dal volume per fare emergere l\u2019altro potr\u00e0 risaltare in \u201cdiffusione\u201d, grazie al riverbero stereo, lasciando libero un po\u2019 di spazio di \u201cpresenza\u201d.<\/p>\n<ol start=\"10\">\n<li><b>Utilizzare arrangiamenti ad incastro<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Questo non \u00e8 un espediente di mix, ma ho voluto citarlo per evidenziare un concetto importante: un arrangiamento ben scritto prevederebbe che le parti musicali siano scritte \u201cad incastro\u201d, cio\u00e8 intercalando opportunamente la ritmica delle frasi e degli accenti e utilizzando settori di estensione differenti per gli elementi che si sovrappongono (ad esempio ottave diverse, secondo i dettami del buon ranking orchestrale).<\/p>\n<p>Procedendo in tal modo la definizione delle parti sarebbe ottenuta gi\u00e0 alla base utilizzando i soli elementi di \u201cscrittura musicale\u201d, in quanto in tal modo le parti musicali risulterebbero sempre ben distinte senza il bisogno di \u201carrampicarsi sugli specchi\u201d.<\/p>\n<p>Purtroppo queste tecniche sono conosciute e padroneggiate soltanto dai compositori, orchestratori e arrangiatori di elevata cultura musicale e quindi spesso scarseggia nel pop, nel quale, insieme ad alcuni validissimi musicisti, si cimentano troppi producer con scarso background musicale di qualit\u00e0.<\/p>\n<p><b><i>Tuttavia va riconosciuto che anche nei generi di derivazione popolare (nel rock di buona fattura, ad esempio) si sono via via affermati dei concetti, delle consuetudini e delle convenzioni di \u201corchestrazione\u201d tali per cui gli elementi sonori, nelle migliori e pi\u00f9 mature produzioni e con l\u2019evolversi dello stile, hanno raggiunto dei criteri di \u201cincastro\u201d soddisfacenti e funzionali alla specifica espressione di tale genere musicale, facendo altres\u00ec maturare lo stile espressivo.<\/i><\/b><\/p>\n<h2><b>Incastro dinamico<\/b><\/h2>\n<p>Per ottenere un mix vivace e interessante occorrerebbe conservare in massimo grado le espressioni dinamiche delle esecuzioni.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da dire che l\u2019espressione dinamica dovrebbe scaturire, alla base, da esecuzioni dinamicamente coerenti e ricche di accenti espressivi, se possibile concepiti con un criterio ad incastro.<\/p>\n<p><b><i>Se ad esempio le parti contemporanee del pianoforte e della chitarra, pur insistendo entrambe sul registro medio fossero concepite al fine di alternare (piuttosto che sovrapporre) gli accenti esecutivi, gli accenti dinamici dei due strumenti si manifesterebbero in punti diversi, contribuendo notevolmente alla definizione delle parti senza utilizzare troppo spazio nel mix.<\/i><\/b><\/p>\n<p>Purtroppo nelle esecuzioni registrate in sovra-incisione la dinamica espressiva \u00e8 spesso mortificata a causa della mancanza di inter-play tra i musicisti, salvo che questi non siano particolarmente esperti o guidati da un buon direttore artistico.<\/p>\n<p>Nell\u2019accingerci a mixare, potremo trovarci quindi davanti a tracce eseguite con buona dinamica espressiva oppure davanti a tracce dinamicamente \u201cpiatte\u201d, alle quali sar\u00e0 molto difficile (se non impossibile) restituire un pizzico di vivacit\u00e0 dinamica.<\/p>\n<h3><b>Rispetto della dinamica<\/b><\/h3>\n<p>Sono terminati i tempi della \u201cloudness-war\u201d in cui si correva a comprimere esasperatamente le tracce, i bus e i masters nel tentativo \u201cperverso\u201d di imporre il volume dei propri brani nelle compilation cd e e radio.<\/p>\n<p>Oramai, nell\u2019era dello streaming questa tendenza estrema non ha pi\u00f9 un grande significato e, in ogni caso, sar\u00e0 opportuno lasciare al mastering, oltre agli altri suoi compiti, quello di finalizzare il loudness del master in maniera adeguata.<\/p>\n<p>Perdura tuttavia in molti operatori la pratica di comprimere al massimo i master, con risultati che reputo personalmente quasi sempre deprecabili.<\/p>\n<h3><b>Il compito della compressione<\/b><\/h3>\n<p>Ai giorni nostri alla compressione non si richiede quindi pi\u00f9 di \u201cdare volume\u201d al brano all\u2019interno del supporto audio, bens\u00ec essa dovr\u00e0 rispondere a poche ma ben pi\u00f9 importanti esigenze:<\/p>\n<h3><b>Finalit\u00e0 modellante<\/b><\/h3>\n<p>disegnare a piacere i rapporti di intensit\u00e0 tra il transiente e il sustain dei suoni, potenziando o depotenziando uno dei due rispetto all\u2019altro; va da s\u00e9 che questa pratica non \u00e8 assolutamente indispensabile ma pu\u00f2 rispondere a specifiche esigenze creative mirate a rendere alcune esecuzioni pi\u00f9 morbide o, al contrario, maggiormente aggressive; un altro effetto modellante del compressore, come vedremo, consiste nel comprimere in maniera esasperata il clone parallelo di una traccia al fine di poterlo dosare all\u2019originale in modo da poter dosare un effetto pi\u00f9 aspro, slabbrato e ricco dei colori ambientali della ripresa condotti ad un livello \u201con face\u201d da questo tipo di compressione<\/p>\n<h3><b>Finalit\u00e0 livellante<\/b><\/h3>\n<p>definire meglio le parti musicali sottese, specialmente nei mix molto densi; la compressione dovrebbe coadiuvare l\u2019opera di livellamento dei volumi gi\u00e0 operata per mezzo della gestione dei faders di volume; tale livellamento potr\u00e0 essere ottenuto da una parte contenendo i picchi eccessivi e per altro rinforzando le emissioni sonore troppo deboli; al fine di mantenere la massima espressivit\u00e0 dinamica \u00e8 per\u00f2 richiesto che gli interventi siano effettuati nella misura del minimo indispensabile.<\/p>\n<p><b><i>Per i migliori risultati molto spesso sar\u00e0 preferibile eseguire un lavoro di dettaglio effettuando una gestione attenta dei volumi coi faders piuttosto che abusare in compressione.<\/i><\/b><\/p>\n<p><b><i>Un utilizzo accorto delle tecniche anti-mascheramento di cui sopra permetter\u00e0 di rinunciare spesso all\u2019utilizzo della compressione livellante o di limitarla, salvaguardando l\u2019espressivit\u00e0 dinamica originale;<\/i><\/b><\/p>\n<h3><b>Finalit\u00e0 collante<\/b><\/h3>\n<p>creare un incollamento tonale e dinamico tra le varie sorgenti, determinando una maggiore \u201ccompattezza sonora\u201d da dosare in misura da definire secondo il genere musicale in lavorazione;<\/p>\n<p><b><i>Ogni genere musicale richieder\u00e0 infatti maggiore o minore incollamento sonoro; tale richiesta \u00e8 massima nei generi dance e hip hop, essa \u00e8 alquanto sostenuta nei generi rock e pop in generale, mediamente sostenuta nei generi moderni espressivi come la fusion e nel folk e jazz moderni, \u00e8 minima o addirittura nulla invece nei generi puristi come la musica di stampo classico e nel jazz tradizionale<\/i><\/b><\/p>\n<p><b><i>Tale incollamento dovrebbe essere gestito soprattutto nella fase di mastering ma in certi casi pu\u00f2 essere predisposta in alcuni gruppi di tracce correlabili, al fine di pre-determinare in esse una identit\u00e0 sonora specifica, funzionale al \u201csound\u201d del brano<\/i><\/b><\/p>\n<p>Non si tratta quindi di \u201cdare volume\u201d al brano per mezzo della compressione, bens\u00ec di dosarne l\u2019azione nelle varie fasi, al fine di ottenere una specifica sonorit\u00e0, che sia funzionale al contesto del genere musicale.<\/p>\n<p>Ogni eccesso di compressione, infatti, diminuir\u00e0 il pathos delle esecuzioni, sino a creare un mix piatto e \u201cnoioso\u201d; \u00e8 per questo motivo che anche il mastering dovr\u00e0 essere condotto garantendo il raggiungimento del target di loudness richiesto dall\u2019industria musicale senza tuttavia distruggere l\u2019espressivit\u00e0 dinamica.<\/p>\n<p>In certi casi (ad esempio in presenza di esecuzioni troppo piatte o di registrazioni effettuate con pesanti compressioni in fase di input), come si vedr\u00e0, sar\u00e0 addirittura necessario tentare un processo opposto di espansione, nel tentativo di creare o di recuperare una dimensione di maggiore vivacit\u00e0 dinamica.<\/p>\n<p>Come si vedr\u00e0, questo processo risulter\u00e0 pressoch\u00e9 impossibile se applicato ad un mix, mentre potr\u00e0 riuscire spesso a rivitalizzare una singola traccia o un ensemble percussivo non troppo denso.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-7799 size-large\" src=\"http:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/003-4-1030x600.jpg\" alt=\"\" width=\"1030\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em><span style=\"color: #808080;\">Un espansore, regolato per restituire un po\u2019 di vivacit\u00e0 ad un\u2019esecuzione di congas &amp; bongos poco entusiasmante. La dinamica delle esecuzioni \u00e8 stata leggermente frenata nei punti non accentati, quanto \u00e8 bastato per determinare un portamento pi\u00f9 incisivo senza tuttavia rivelare artefatti udibili. Con threshold a 0db e attacco immediato \u00e8 stata espansa l\u2019intera dinamica della traccia; l\u2019attenuazione \u00e8 stata contenuta entro la misura di 4 db grazie al controllo di Range.<\/span><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Mascheramento Tonale e Dinamico nel Mix Ogni mix musicale \u00e8 un equilibrio unico, in cui la gerarchia degli elementi e la gestione del mascheramento tonale e dinamico giocano ruoli cruciali. Questo articolo ti guider\u00e0 nell&#8217;arte di definire priorit\u00e0, ottimizzare l\u2019incastro sonoro e valorizzare ogni traccia per creare un mix chiaro, coeso e musicalmente efficace. 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