{"id":372,"date":"2023-12-28T15:08:35","date_gmt":"2023-12-28T15:08:35","guid":{"rendered":"http:\/\/alessandrofois.com\/registrazione-audio-analogica-e-digitale-considerazioni-e-confronti\/"},"modified":"2025-07-24T11:12:12","modified_gmt":"2025-07-24T11:12:12","slug":"enregistrement-audio-analogique-et-numerique-considerations-et-comparaisons","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alessandrofois.com\/fr\/registrazione-audio-analogica-e-digitale-considerazioni-e-confronti\/","title":{"rendered":"Enregistrement audio analogique et num\u00e9rique : consid\u00e9rations et comparaisons"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<h2>Audio analogico e audio digitale<\/h2>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_386\" style=\"width: 970px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-386\" class=\"wp-image-386\" src=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/01-3.jpg\" alt=\"Nella figura: a sinistra la rappresentazione schematica dell\u2019onda correlata al segnale analogico e a destra (la parte punteggiata) quella correlata al segnale digitale. Si intende suggerire l\u2019idea che la definizione dell\u2019onda sonora, nel digitale, appaia come una serie di informazioni attinenti ad un livello di intensit\u00e0, discontinue e pi\u00f9 o meno ravvicinate, rappresentate da puntini. Aumentando il numero dei puntini (aumentando quindi la risoluzione del sistema digitale) le informazioni si fonderanno in una linea continua, indistinguibile da quella analogica. Allo stesso modo si vuole suggerire l\u2019idea (non del tutto esatta) che nel sistema analogico la definizione sia invece rappresentabile come una linea continua, frutto della connessione di infiniti punti.\" width=\"960\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/01-3.jpg 470w, https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/01-3-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><p id=\"caption-attachment-386\" class=\"wp-caption-text\">Nella figura: a sinistra la rappresentazione schematica dell\u2019onda correlata al segnale analogico e a destra (la parte punteggiata) quella correlata al segnale digitale. Si intende suggerire l\u2019idea che la definizione dell\u2019onda sonora, nel digitale, appaia come una serie di informazioni attinenti ad un livello di intensit\u00e0, discontinue e pi\u00f9 o meno ravvicinate, rappresentate da puntini. Aumentando il numero dei puntini (aumentando quindi la risoluzione del sistema digitale) le informazioni si fonderanno in una linea continua, indistinguibile da quella analogica. Allo stesso modo si vuole suggerire l\u2019idea (non del tutto esatta) che nel sistema analogico la definizione sia invece rappresentabile come una linea continua, frutto della connessione di infiniti punti.<\/p><\/div>\n<hr \/>\n<p>Inconciliabile \u00e8 la discussione in corso tra i sostenitori dell\u2019<b>analogico<\/b> e quelli del <b>digitale<\/b>.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>Se pu\u00f2 essere di riferimento, non mi dispiace citare il parere di un musicista ritenuto uno dei massimi direttori d\u2019orchestra di tutti i tempi: Herbert von Karajan, il quale gi\u00e0 negli anni 80 affermava con decisione la assoluta superiorit\u00e0 del digitale nel riprodurre le infinite sfumature tonali e dinamiche della grande orchestra sinfonica.<\/em><\/p>\n<p>Posta in termini di qualit\u00e0 assoluta, comunque, la questione ha poco senso, in quanto i processi digitali e analogici dell\u2019audio sono semplicemente differenti ed entrambi hanno i loro pro e contro.<\/p>\n<p>Tramite una semplice comparazione diretta tra i due mondi, potremo affermare qualcosa di pi\u00f9, come vedremo.<\/p>\n<p>Prima di proseguire, sottolineiamo che, aldil\u00e0 del raffronto sulla qualit\u00e0, i controlli digitali delle <b>DAW<\/b> ci forniranno alcuni vantaggi pratici indiscutibili, non ottenibili in ambito analogico:<\/p>\n<ul>\n<li>costi di acquisto notevolmente inferiori<\/li>\n<li>nessuna usura e nessun tempo e costo di manutenzione<\/li>\n<li>risparmio di spazio in studio<\/li>\n<li>tempi di connessione ridotti e nessun cablaggio necessario<\/li>\n<li>riduzione del rischio di malfunzionamenti, risolvibili con un semplice riavvio<\/li>\n<li>possibilit\u00e0 di replicare nella stessa sessione di lavoro infinite \u201cistanze\u201d del medesimo plugin (come dire: ne compro 1 e ne utilizzo 100 contemporaneamente)<\/li>\n<li>memorizzazione di infinite memorie di setting<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Il digitale ad alta definizione<\/h2>\n<p><b>Confronto su definizione e dinamica durante la registrazione<\/b><\/p>\n<p>Iniziamo con un confronto tra analogico e digitale in base a due parametri molto importanti, cio\u00e8 la definizione e la dinamica, riscontrabili durante la registrazione multitraccia e durante la produzione del master.<\/p>\n<p><b>Prima di tutto, per\u00f2, mi si permetta qualche precisazione:<\/b><\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\">Occorre sfatare l\u2019idea \u201cassoluta\u201d che l\u2019analogico non abbia una sorta di \u201crisoluzione\u201d o \u201cdefinizione\u201d di tipo limitato, per elevata che sia. La presunta \u201ccontinuit\u00e0 della informazione magnetica\u201d del nastro analogico \u00e8 un&#8217;idea astratta che assume significato concettuale soltanto nel contrapporsi al metodo digitale, in quanto non ha una vera corrispondenza nel mondo reale. Infatti l\u2019ossido di ferro, che permette la memorizzazione magnetica dell\u2019informazione sonora, \u00e8 composto da granuli microscopici la cui dimensione costituisce di fatto una \u201cmisura della risoluzione\u201d, in modo differente ma analogo al digitale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\">La dimostrazione empirica dell\u2019influenza di quanto sopra si evidenzia per mezzo del raffronto tra i risultati ottenibili utilizzando differenti velocit\u00e0 di scorrimento del nastro magnetico: velocit\u00e0 pi\u00f9 elevate, infatti, migliorano la linearit\u00e0 della risposta specie alle alte frequenze, cos\u00ec come migliora percepibilmente la fedelt\u00e0 generale; ci\u00f2 accade in quanto ad ogni raddoppio della velocit\u00e0 si duplicher\u00e0 il numero delle informazioni magnetiche lette dalla testina; il che \u00e8 qualcosa di analogo a ci\u00f2 che succede in ambito digitale col raddoppio della frequenza di campionamento.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\">La \u201cdefinizione\u201d dell\u2019analogico per\u00f2 si comporta in modo differente dal digitale, in quanto la memorizzazione delle informazioni magnetiche non \u00e8 schematica come nel digitale: ad un abbassamento della velocit\u00e0 di scorrimento del nastro corrisponder\u00e0 infatti una diminuizione di fedelt\u00e0 non lineare, che determiner\u00e0 una deformazione del suono che rimarr\u00e0 comunque \u201cascoltabile\u201d e non \u201csgranato\u201d, nonch\u00e9 \u201cassente\u201d alle alte frequenze, come succederebbe nel digitale diminuendo la frequenza di sampling a soli 24 Khz o addirittura a 12 Khz.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\">Col digitale avente frequenze di sampling dai 44.1 Khz in su, invece, le comparazioni di fedelt\u00e0 tra i due sistemi assumono un maggiore significato pratico.<\/p>\n<h3>PRODUZIONE DEL MASTER<\/h3>\n<p>ANALOGICO<\/p>\n<p>Un <b>master<\/b> inciso su <b>nastro analogico stereo<\/b> con larghezza da 1\/2 pollice ad elevata velocit\u00e0 (30 IPS), utilizzando quindi 1\/4 di pollice per ogni traccia mono), produce risultati eccellenti in termini di definizione e buoni risultati in ambito di dinamica.<\/p>\n<p><b>N.B.<\/b><\/p>\n<p><b>30 IPS = 30 inches per seconds = 30 pollici x secondo = circa 76,2 cm x secondo<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_387\" style=\"width: 970px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-387\" class=\"wp-image-387\" src=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/02-3.jpg\" alt=\"Nastro Ampex 456 Grand Master, uno dei pi\u00f9 diffusi nastri per il mastering analogico\" width=\"960\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/02-3.jpg 470w, https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/02-3-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><p id=\"caption-attachment-387\" class=\"wp-caption-text\">Nastro Ampex 456 Grand Master, uno dei pi\u00f9 diffusi nastri per il mastering analogico<\/p><\/div>\n<hr \/>\n<p>DIGITALE<\/p>\n<p>Per raggiungere un livello di definizione differente, ma di fatto comparabile a quanto sopra, occorrer\u00e0 <b>campionare<\/b> in digitale a <b>24 bit<\/b> ad una frequenza di <b>96 Khz<\/b>.<\/p>\n<p>In tal modo, per il digitale si otterranno risultati molto simili in ambito di definizione, ma nettamente superiori in termini di dinamica grazie al maggiore spazio dinamico determinato dalla profondit\u00e0 di bit.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_388\" style=\"width: 970px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-388\" class=\"wp-image-388\" src=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/03-1.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/03-1.jpg 470w, https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/03-1-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><p id=\"caption-attachment-388\" class=\"wp-caption-text\">Particolare del gruppo di testine di un registratore analogico a 24 tracce<\/p><\/div>\n<div class=\"mceTemp\"><\/div>\n<hr \/>\n<h3>REGISTRAZIONE MULTITRACCIA<\/h3>\n<p>ANALOGICO<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Risultati ottimi, ma un po\u2019 meno elevati in termini di dinamica e di definizione, possono ottenersi operando con molta attenzione e perizia anche nel corso della registrazione analogica multi-traccia su nastro magnetico da 2 pollici (24 tracce su 2 pollici = 1\/12 di pollice per una traccia mono) alla velocit\u00e0 di 15 IPS (velocit\u00e0 non sempre utilizzata, alla quale si \u00e8 preferita pi\u00f9 spesso la velocit\u00e0 di 7,5 IPS, al fine di economizzare nella misura del 50% sul costo notevolissimo del nastro magnetico di tal tipo). .<\/p>\n<p>Riducendo la velocit\u00e0 si riduceva la definizione e soprattutto lo spazio dinamico in termini di rapporto segnale-rumore.<\/p>\n<p>In tali sistemi, la diafonia causata dalla concomitanza della tracce sul nastro aumenta rispetto a quella, meno significativa, presente nel nastro master; tuttavia si<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>mantiene ad un buon livello .<\/p>\n<p>Per mantenere relativamente basso il livello di rumore e aumentare lo spazio dinamico effettivo, si utilizzano spesso processi di noise reduction e quando possibile si tende a spingere il livello di registrazione sino ai valori pi\u00f9 alti della tolleranza sostenibile dal nastro digitale, conferendo al suono un colore indotto dalla saturazione progressiva, capace di modificarne e in un certo senso arricchirne il contenuto armonico, la qual cosa \u00e8 spesso ritenuta un pregio, ma non sempre.<\/p>\n<p>Un metodo pratico per gestire la diafonia in modo controllato \u00e8 quello di utilizzare le bande laterali del nastro per le sorgenti pi\u00f9 delicate, evitando altres\u00ec di affiancare ad altre aventi alta energia e range di frequenza simile (ad esempio si usava talvolta utilizzare le traccia 01, 02 e 03 del registratore a 24 piste per l&#8217;HH e i piatti, lasciando vuota la traccia 04 e proseguendo dalla traccia successiva con le sorgenti pi\u00f9 energiche come il rullante, il basso, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>DIGITALE<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In ambito di pura definizione, registrando in digitale a 24 bit &#8211; 48 Khz, si potrebbe affermare che si otterranno risultati leggermente inferiori all\u2019analogico registrato a 15 IPS, oppure lievemente superiori ad esso se registrato 7,5 IPS).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il digitale superer\u00e0 l\u2019analogico nella percezione della definizione utilizzando sessioni multitraccia a 96 Khz.<\/p>\n<p>In termini di dinamica il digitale a 24 o pi\u00f9 bit risulter\u00e0 sensibilmente superiore, permettendo una lavorazione pi\u00f9 \u201crilassata\u201d in termine di gestione dei livelli nel corso della manipolazione audio, grazie al sovrabbondante spazio dinamico pressoch\u00e9 esente da rumore.<\/p>\n<p>La diafonia del digitale \u00e8 inesistente o quasi, in quanto essa pu\u00f2 essere prodotta soltanto in fase di conversione A\/D, e nel solo caso di registrazione contemporanea di pi\u00f9 tracce.<\/p>\n<p>Il digitale, per sua natura, \u00e8 lineare ad ogni livello di registrazione e non offre quindi la possibilit\u00e0 di creare una saturazione progressiva in dipendenza dei livelli di recording (la qual cosa pu\u00f2 assumere anche una valenza creativa).<\/p>\n<p>In cambio, esso offre migliore fedelt\u00e0 in termini di maggiore corrispondenza con il suono originale immesso in registrazione.<\/p>\n<h3><b>Il campionamento<\/b><\/h3>\n<p>Il campionamento a 48 Khz ha risolto alcuni problemi inizialmente imposti dai 44,1 Khz; successivamente, coi 96 Khz si \u00e8 ulteriormente ottimizzato il sampling nel corso dei processi di produzione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Secondo il parere di molti sound engineer \u00e8 invece pi\u00f9 virtuale che reale il vantaggio offerto dai campionamenti a 192 o 384 Khz: tali sistemi offrirebbero poco o nessun vantaggio apprezzabile, mentre sottraggono grandi risorse di potenza al sistema, in ambito sia di recording che di processing.<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo di files a 88.2 Khz e 96 Khz ha invece un suo valido perch\u00e9, specie nelle fasi di manipolazione dell\u2019audio, mentre pu\u00f2 risultare sovrabbondante per i files destinati all\u2019utente finale.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_390\" style=\"width: 970px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-390\" class=\"wp-image-390\" src=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/04-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/04-1-1.jpg 470w, https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/04-1-1-300x121.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><p id=\"caption-attachment-390\" class=\"wp-caption-text\">Qui sopra una libera rappresentazione schematico-concettuale della definizione analogica di un onda sinusoidale, rappresentata da una linea nera (in realt\u00e0 la continuit\u00e0 assoluta del tratto \u00e8 pi\u00f9 virtuale che reale) in confronto con le sue copie digitali campionate a differenti frequenze di sampling. E\u2019 evidente che il raddoppio della frequenza permette di definire un maggior numero di coordinate relative ai vari livelli di intensit\u00e0 e polarit\u00e0 dell\u2019onda nello spazio temporale. Ne consegue una ricostruzione pi\u00f9 fedele del sinusoide originale.<\/p><\/div>\n<hr \/>\n<h3><b>Bit e dinamica<\/b><\/h3>\n<p>Valutiamo meglio lo spazio dinamico utile.<\/p>\n<p>I sistemi digitali a <b>16 bit<\/b> offrono un <b>range di 96 db<\/b>, pari o lievemente inferiore a quello dell\u2019analogico professionale che nella sua massima espressione, grazie alla notevole tolleranza del supporto magnetico, potrebbe regalarci alcuni db in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Tale vantaggio dell&#8217;analogico risulta per\u00f2 teorico, a causa del pi\u00f9 alto livello di rumore correlato alla registrazione analogica, che sottrae al range dinamico alcune decine di db nella parte bassa della sua estensione.<\/p>\n<h3><b>Signal to noise ratio<\/b><\/h3>\n<p>Per dirla breve, le migliori macchine analogiche professionali sono capaci di riprodurre un <b>rapporto segnale rumore<\/b> (<b>signal to noise ratio<\/b>) oscillante tra i 55 db e i 73 db, in funzione della qualit\u00e0 del nastro e del recorder, della larghezza della banda magnetica del nastro e della velocit\u00e0 di scorrimento utilizzata.<\/p>\n<p>Per mezzo della circuitazione <b>Dolby<\/b>, utilizzata soprattutto durante il <b>recording multitraccia<\/b> ma talvolta anche durante il <b>mastering su traccia stereo<\/b>, il <b>signal to noise ratio<\/b> poteva essere aumentato di circa 10-12 db addivenendo ad una dinamica utile di ben 85 db, notevolissima ma comunque inferiore a quella dei sistemi digitali a 16 bit.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><b>Avvento dei 24 bit<\/b><\/h3>\n<p>Con l\u2019avvento della tecnologia a 24 bit il processo di produzione dell\u2019audio digitale ha fatto un notevole passo in avanti.<\/p>\n<p>Ogni singolo bit riesce infatti a codificare 6 db di escursione dinamica, ne consegue che, con 24 bit avremo 48 db di spazio dinamico in pi\u00f9 in confronto coi 96 db del \u201csistema\u201d a 16 bit, per un totale di 144 db utili.<\/p>\n<p>Il che ha permesso di annullare virtualmente ogni minimo rumore di fondo indotto dal processo di campionamento stesso (salvo imperfezioni dei convertitori A\/D, secondo qualit\u00e0), permettendoci di operare con livelli anche notevolmente pi\u00f9 bassi del consueto, anche al fine di prevenire ogni rischio di clipping accidentale e di evitare effetti di saturazione indesiderati.<\/p>\n<p>Ulteriori benefici sono subentrati nel momento in cui sono state introdotte le daw a 64 bit e la codifica floating point.<\/p>\n<p>Tali sistemi sarebbero dotati di una gamma dinamica teorica elevatissima, ma essi dovrebbero comunque confrontarsi con i sistemi di conversione A\/D e D\/A a 24 bit.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non produce quindi un aumento apprezzabile in termini di qualit\u00e0 o di dinamica nel file prodotto, bens\u00ec ottimizza la gestione della dinamica durante l&#8217;elaborazione audio al fine di:<\/p>\n<ul>\n<li>Evitare il clipping durante il rendering<\/li>\n<li>Diminuire enormemente gli errori di arrotondamento numerico occorrenti durante l&#8217;elaborazione del segnale<\/li>\n<li>permettere alla daw e ai plugin a 32 o a 64 bit di funzionare in maniera \u201cnativa\u201d, evitando il clipping (N.B.: nella pratica sperimentale ci\u00f2 \u00e8 sempre vero nei plugin di tipo \u201cpreciso\u201d a 32 o 64 bit, secondo i casi, mentre non \u00e8 sempre vero in molti plugin di tipo \u201ccolorato\u201d, come ad esempio alcuni equalizzaotri e compressori di emulazione)<\/li>\n<\/ul>\n<h3><b>La catena audio di qualit\u00e0<\/b><\/h3>\n<p>Per mantenere un elevato livello qualitativo, ogni anello della catena digitale non dovr\u00e0 presentare cedimenti a carico di:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>virtual instruments<\/li>\n<li>convertitori A\/D e D\/A<\/li>\n<li>DAW<\/li>\n<li>plugins<\/li>\n<li>altri eventuali elementi connessi<\/li>\n<\/ul>\n<p>Inoltre, altro elemento importante oltre alla qualit\u00e0 individuale dei componenti \u00e8 la ottimizzazione della compatibilit\u00e0 tra i suddetti in ambito di frequenza di sampling e numero di bit.<\/p>\n<p>Ognuno dei suddetti elementi dovrebbe offrire una qualit\u00e0 molto elevata, e la sessione di lavoro dovrebbe essere impostata al valore minimo di 44.1 Khz oppure 48.0<\/p>\n<p>Se le risorse lo permettono, ancora meglio a 88.2 oppure 96 Khz<\/p>\n<p>Quanto sopra, campionando a 24 bit o pi\u00f9, mantenendo i comodi vantaggi offerti in ambito di gestione dinamica delle risorse.<\/p>\n<h3><b>Aliasing<\/b><\/h3>\n<div class=\"relative flex w-full flex-col lg:w-[calc(100%-115px)] agent-turn\">\n<div class=\"flex-col gap-1 md:gap-3\">\n<div class=\"flex flex-grow flex-col max-w-full\">\n<div class=\"min-h-[20px] text-message flex flex-col items-start gap-3 whitespace-pre-wrap break-words [.text-message+&amp;]:mt-5 overflow-x-auto\" data-message-author-role=\"assistant\" data-message-id=\"b6177e10-97aa-41bf-ab71-63b248dbc969\">\n<div class=\"markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light\">\n<p>L&#8217;aliasing nell&#8217;audio \u00e8 un fenomeno che si verifica durante il processo di campionamento digitale di un segnale audio analogico. Se il segnale contiene frequenze pi\u00f9 elevate della met\u00e0 della frequenza di campionamento (nota come frequenza di Nyquist), queste frequenze superiori possono essere erroneamente interpretate come frequenze pi\u00f9 basse che verranno riprodotto insieme al suono. Questo errore di interpretazione porta a distorsioni nel segnale audio digitale risultante.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><em>Le soluzioni contro l&#8217;aliasing sono le seguenti:<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><em><strong>Sovracampionamento<\/strong><\/em><\/p>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li><em><strong>Aumento della Frequenza di Campionamento<\/strong>: Il sovracampionamento aumenta la frequenza di campionamento oltre la frequenza di Nyquist. Questo sposta le frequenze che potrebbero causare aliasing molto pi\u00f9 in alto nello spettro, rendendo pi\u00f9 facile il loro filtraggio.<\/em><\/li>\n<li><em><strong>Filtraggio pi\u00f9 Semplice<\/strong>: Con il sovracampionamento, il filtro passa basso richiesto pu\u00f2 avere una pendenza pi\u00f9 dolce, il che riduce l&#8217;impatto sulle frequenze all&#8217;interno della gamma desiderata.<\/em><\/li>\n<li><em><strong>Migliore Qualit\u00e0 del Suono<\/strong>: Il sovracampionamento pu\u00f2 migliorare la qualit\u00e0 generale del suono, riducendo l&#8217;aliasing e consentendo un filtraggio meno aggressivo.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><em><strong>Filtro Passa Basso<\/strong><\/em><\/p>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li><em><strong>Rimozione delle Alte Frequenze<\/strong>: Un filtro passa basso tradizionale elimina le frequenze superiori alla frequenza di Nyquist prima del campionamento, prevenendo cos\u00ec l&#8217;aliasing.<\/em><\/li>\n<li><em><strong>Necessit\u00e0 di Pendenze Ripide<\/strong>: Senza sovracampionamento, i filtri passa basso devono avere pendenze pi\u00f9 ripide per evitare l&#8217;aliasing, il che pu\u00f2 influenzare negativamente le frequenze vicine alla soglia di taglio.<\/em><\/li>\n<li><em><strong>Limitazioni<\/strong>: I filtri passa basso con pendenze ripide possono introdurre altri tipi di distorsioni, come il ringing (fenomeno di Gibbs).<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><em><strong>Uso combinato e confronto dei due metodi<\/strong><\/em><\/p>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li><em><strong>Complementariet\u00e0<\/strong>: Nella pratica, il sovracampionamento e il filtro passa basso sono spesso usati insieme. Il sovracampionamento consente l&#8217;uso di filtri passa basso con pendenze pi\u00f9 dolci, riducendo gli effetti collaterali indesiderati.<\/em><\/li>\n<li><em><strong>Scelta Basata sull&#8217;Applicazione<\/strong>: La scelta tra sovracampionamento e filtraggio passa basso tradizionale dipende dall&#8217;applicazione specifica, dalle risorse disponibili e dagli obiettivi di qualit\u00e0 del suono.<\/em><\/li>\n<li><em><strong>Efficacia nel Contesto<\/strong>: In alcuni contesti, il sovracampionamento pu\u00f2 essere pi\u00f9 efficace per ridurre l&#8217;aliasing mantenendo una qualit\u00e0 del suono elevata. In altri casi, un semplice filtro passa basso potrebbe essere sufficiente, specialmente se le risorse di sistema sono limitate.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Per evitare o attenuare il problema dell&#8217;aliasing, ogni convertitore A\/D di buona qualit\u00e0 dovrebbe essere dotato in ingresso di un filtro antialiasing. In mancanza, l\u2019utilizzo di un filtro passa basso con pendenza molto pronunciata, posizionato tra la sorgente in ingresso e il convertitore, potrebbe risolvere il problema.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_391\" style=\"width: 970px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-391\" class=\"wp-image-391\" src=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/05-1.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/05-1.jpg 470w, https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/05-1-300x114.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><p id=\"caption-attachment-391\" class=\"wp-caption-text\">Low pass filter. Qui \u00e8 impostato per un taglio a 12 Kh e una pendenza di 24 db per ottava. Per un uso appropriato in ambito anti aliasing esso dovrebbe avere un pendenza molto ripida (60 db\/oct o pi\u00f9) e un taglio alla frequenza di 20 Khz<\/p><\/div>\n<hr \/>\n<p>Questa soluzione, come \u00e8 ovvio, limiter\u00e0 la risposta in frequenza del programma audio entro i confini della udibilit\u00e0, la qual cosa ha dei pro e dei contro, che qui di seguito espongo:<\/p>\n<p><b>PRO<\/b> &#8211; nei sistemi capaci di campionare e riprodurre correttamente frequenze pi\u00f9 elevate della gamma udibile, che il filtro anti-aliasing incorporato limiter\u00e0 a 96 e 192 Khz (secondo il sistema in uso), le frequenze ultrasoniche possono concorrere ad ottenere in zona udibile delle reazioni sotrattive analoghe a ci\u00f2 che avviene in acustica, contribuendo a colorire in modo pi\u00f9 naturale il suono della banda udibile, grazie all\u2019apporto di frequenze e battimenti altrimenti perduti<\/p>\n<p><b>CONTRO<\/b> &#8211; nei medesimi sampling ad alta frequenza il fonico non potr\u00e0 avere un controllo acustico sulle eventuali distorsioni indotte ad alta frequenza in fascia non udibile, le quali potrebbero produrre (per sottrazione) armonici indesiderati in zona udibile, creando un degrado notevole della qualit\u00e0 audio, il che \u00e8 insidioso quanto intollerabile.<\/p>\n<p><strong>Una pi\u00f9 efficace azione anti-aliasing si ha per mezzo di un filtro anti aliasing associato ad un processo di oversampling, offerto da convertitori e plugin, sempre consigliabile quando disponibile.<\/strong><\/p>\n<h3><b>Distorsione Inter Sample e Over Sample<\/b><\/h3>\n<p>Parlando di <b>aliasing<\/b>, sappiamo che i <b>convertitori<\/b> utilizzano un processo di interpolazione tra n.2 sample contigui, al fine di ricreare una simulazione di valori continui di sampling, similmente al sistema analogico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 produce un arrotondamento verso l\u2019alto dei valori di intensit\u00e0 di due campioni contigui.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 quindi chiaro comprendere che, spingendo un segnale digitale su valori prossimi o pari allo 0 db, l\u2019<b>interpolazione<\/b> stessa creer\u00e0 una distorsione.<\/p>\n<p>Tale rischio sar\u00e0 tanto pi\u00f9 grande quanto pi\u00f9 bassa sar\u00e0 la frequenza di campionamento del <b>sampling<\/b> (e quindi la sua risoluzione), obbligando il sistema a produrre <b>curve di interpolazione<\/b> pi\u00f9 ampie al fine di compensare un divario maggiore tra i due sample contigui.<\/p>\n<p>Inoltre, certi processi della manipolazione audio potrebbero creare dei picchi cos\u00ec rapidi da superare il punto di <b>clipping digitale<\/b>.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_392\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-392\" class=\"wp-image-392\" src=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/06-1.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"580\" \/><p id=\"caption-attachment-392\" class=\"wp-caption-text\">Qui sopra \u00e8 schematizzata un\u2019onda digitalizzata, che \u00e8 definita come risultante delle coordinate di livello espresse dai singoli samples. Il processo di interpolazione interviene per \u201carrotondare\u201d i valori intorno a tali livelli, in modo da ottenere una pi\u00f9 armonica \u201clinea continua virtuale\u201d. Quando un valore digitale sfiorer\u00e0 il livello di 0 db, tender\u00e0 ad introdursi un clipping a causa dello sbordamento in overload dei valori di arrotondamento creati dalla curva di interpolazione.<\/p><\/div>\n<hr \/>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><b>N.B.<\/b><\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><b>Entrambi i rischi sono particolarmente delicati nel momento in cui si esporta un file audio in seguito ad un processo di mastering.<\/b><\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><b>E anche in caso di conversione e riconversione di un master in e da un formato audio che utilizzi processi di compressione dei dati (mp3, aac, ecc.) sar\u00e0 possibile incorrere nell\u2019inconveniente di sbordare accidentalmente dal limite di clipping.<\/b><\/p>\n<h3><b>DC offset<\/b><\/h3>\n<p>Nella registrazione audio, un <b>DC offset<\/b> \u00e8 una caratteristica non desiderabile di un suono registrato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Si verifica nella cattura del suono, prima che raggiunga il registratore, ed \u00e8 talvolta causato da apparecchiature analogiche obsolete, difettose o di bassa qualit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;<b>offset<\/b> fa s\u00ec che il <b>centro \u201cdi equilibrio\u201d della forma d&#8217;onda<\/b> non stia sullo 0 db, bens\u00ec ad un valore lievemente pi\u00f9 alto o pi\u00f9 basso.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ci\u00f2 potrebbe causare due possibili inconvenienti:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<ol>\n<li>clipping dei picchi, qualora la base della forma d&#8217;onda sia stata innalzata &#8211; da qui il primo consiglio \u00e8 di sorvegliare i livelli del programma audio gi\u00e0 durante la registrazione, per evitare distorsioni inaspettate<\/li>\n<li>una distorsione a bassa frequenza<\/li>\n<\/ol>\n<p>Una volta digitalizzato in una traccia audio, l\u2019inconveniente dovrebbe essere eliminato per mezzo di un apposita funzione della Daw, se presente (<b>DC offset removal<\/b>).<\/p>\n<p>In genere tale funzione ci permetter\u00e0 anche di analizzare un file \u201csospetto\u201d al fine di diagnosticare ed eliminare l\u2019inconveniente.<\/p>\n<p>Nel caso in cui la daw ne sia sprovvista, l\u2019applicazione di un <b>filtro passa alto <\/b>con drastico taglio al di sotto della banda udibile (20 hz o anche molto meno) dovrebbe comunque eliminare il problema.<\/p>\n<p>Oltre al rischio di clipping, la presenza di <b>DC offset<\/b> potrebbe anche influire sulla risposta di un compressore di dinamica, per cui sar\u00e0 sempre bene eliminarlo quanto prima.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_393\" style=\"width: 970px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-393\" class=\"wp-image-393\" src=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/07-1.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"486\" srcset=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/07-1.jpg 470w, https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/07-1-300x152.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><p id=\"caption-attachment-393\" class=\"wp-caption-text\">Rappresentazione di una forma d\u2019onda con DC Offset (sopra) e la stessa normalizzata (sotto).<\/p><\/div>\n<hr \/>\n<h2>Il test di Montgomery<\/h2>\n<p>Qui di seguito una rapida sintesi di una ricerca effettuata dall\u2019<b>ingegner Christopher Montgomery<\/b> (creatore del file formato <b>OGG<\/b> e attento studioso del campionamento audio e della <b>percezione acustica<\/b>), che ha previsto l\u2019esecuzione di numerosi di test nel corso di un intero anno, coinvolgendo un buon numero di audiofili, tra i quali erano presenti vari \u201caddetti ai lavori\u201d.<\/p>\n<p>Scopo del test era di verificare se un buon numero di ascoltatori esperti fosse realmente in grado di distinguere all\u2019<b>ascolto comparativo<\/b> tra files audio contenenti il medesimo programma sonoro ma campionati a diverse frequenze di sampling.<\/p>\n<p><b>RISULTATO DEL TEST<\/b><\/p>\n<p><b>Nessuno dei suddetti ascoltatori esperti riusc\u00ec mai a distinguere con attendibile certezza alcuna differenza tra file audio provenienti da sorgenti campionate in altissima definizione, e quelli da essi convertite alle diverse combinazioni di frequenza e numero di bit.<\/b><\/p>\n<p>Per quanto riguarda i <b>bit<\/b>, \u00e8 da chiarire che il processo di lavorazione di un file audio sottopone quest\u2019ultimo a perdita di dinamica, per cui \u00e8 consigliabile operare sempre con un elevato numero di bit, potendo cos\u00ec concedere ai processi un ampio margine di tolleranza, al fine di evitare ogni rischio di distorsione.<\/p>\n<p>La riduzione della definizione a <b>16 bit<\/b> \u00e8 ormai tollerabile soltanto al termine del lavoro, tramite un opportuno processo di <b>dithering<\/b> che minimizzi gli eventuali handicap indotti dalla conversione finale.<\/p>\n<h2>Riepilogo conclusivo<\/h2>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li><b>sar\u00e0 sufficiente utilizzare le frequenze di 44,1 o di 48 Khz sia nel processo di lavorazione audio che nel produrre file audio destinati all\u2019utente finale<\/b><\/li>\n<li><b>qualora le risorse del sistema di registrazione ed elaborazione audio lo rendano possibile, sar\u00e0 consigliabile utilizzare 88.2 oppure 96 Khz durante la produzione e la successiva manipolazione dell\u2019audio, mentre frequenze superiori risulterebbero sovrabbondanti<\/b><\/li>\n<li><b>in particolare, i processi di mastering, non richiedendo un dispendio elevatissimo di risorse alla daw, dovrebbe essere svolti in oversampling, con frequenze doppie di quelle del mix<\/b><\/li>\n<li><b>l\u2019utilizzo dei 24 bit o pi\u00f9 risulter\u00e0 indispensabile durante la manipolazione dell\u2019audio e per l\u2019esportazione di un master d\u2019archivio, mentre potr\u00e0 considerarsi facoltativo il loro utilizzo durante l\u2019esportazione di files destinati all\u2019utenza finale, per la quale operazione i 16 bit risulterebbero assolutamente sufficienti<\/b><\/li>\n<li><b>l\u2019utilizzo di sistemi floating point \u00e8 sempre consigliabile per rendere pi\u00f9 pratica, veloce e sicura la gestione dei livelli nella daw<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per quanto attiene alle frequenze di campionamento dei sistemi a 176.4, 192, 352.8 e 384 Khz, considerata la mancanza di ogni riscontro al riguardo della qualit\u00e0 emersa durante i test, lo stesso Montgomery ne decret\u00f2 la dubbia utilit\u00e0.<\/p>\n<h2>Il suono<\/h2>\n<p>Utilizzando per il digitale un appropriato numero di bit e adeguate frequenze di campionamento, al giorno d\u2019oggi non \u00e8 pi\u00f9 possibile definire alcuna superiorit\u00e0 tra il digitale e l\u2019analogico in ambito di pura sonorit\u00e0, in quanto entrambi offrono vantaggi e criticit\u00e0 molto differenti e per questo motivo poco commensurabili. Tuttavia si cercher\u00e0 qui di seguito di fare un sintesi per evidenziarne le differenze caratteristiche<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Digitale<\/strong>:\n<ul>\n<li><strong>Pulizia e Chiarezza<\/strong>: I sistemi digitali tendono a produrre registrazioni molto pulite e chiare, con un rumore di fondo quasi inesistente.<\/li>\n<li><strong>Fedelt\u00e0<\/strong>: Alta fedelt\u00e0 nella riproduzione del suono originale, con minime colorazioni o alterazioni.<\/li>\n<li><strong>Dinamica<\/strong>: Ampio range dinamico, specialmente con formati a 24 bit o superiori. L&#8217;escursione dinamica delle sorgenti \u00e8 fedelmente rispettata<\/li>\n<li><strong>Fruscio:\u00a0<\/strong>Il rumore di fondo del sistema in s\u00e9 \u00e8 inesistente, anche se in pratica pu\u00f2 essere indotto in piccolissima proporzione dai convertitori in ingresso e in uscita.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><strong>Analogico<\/strong>:\n<ul>\n<li><strong>Calore e Carattere<\/strong>: Le registrazioni analogiche sono spesso descritte come pi\u00f9 &#8220;calde&#8221; e &#8220;piene&#8221;, con una certa colorazione sonora che pu\u00f2 essere esteticamente piacevole, anche se ci\u00f2 \u00e8 in realt\u00e0 un&#8217;alterazione, dovuta ad elementi che nulla hanno a che fare con le sorgenti originali, bens\u00ec indotta dalle fluttuazioni del nastro e dal processo di distorsione armonica del nastro e delle apparecchiature.<\/li>\n<li><strong>Saturazione Naturale<\/strong>: Quando il nastro viene sovraccaricato, produce una saturazione armonica che molti trovano musicalmente gradevole.<\/li>\n<li><strong>Dinamica:<\/strong> Il range dinamico \u00e8 generalmente pi\u00f9 limitato rispetto al digitale; ad alti valori dinamici le sorgenti tendono ad essere leggermente compresse sia a causa della relativa saturazione dei preamplificatori e dello &#8220;sforzo di contenimento dinamico&#8221; del nastro magnetico.<\/li>\n<li><strong>Fruscio<\/strong>: l rumore di fondo (come il sibilo del nastro) pu\u00f2 essere pi\u00f9 evidente, tuttavia quando esso \u00e8 al di sotto del livello di udibilit\u00e0 contribuisce a colorare il suono, che risulta cos\u00ec pi\u00f9 sporco ma anche arricchito in pienezza timbrica.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<h2>Il futuro del digitale<\/h2>\n<p>La storia di ogni tecnologia ci insegna che i processi tradizionali raggiungono un culmine invalicabile di evoluzione, mentre nuovi processi muovono i primi modesti passi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 stato per l\u2019analogico che, alla comparsa del digitale, risultava indiscutibilmente superiore ad esso quasi sotto ogni profilo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un affiancamento qualitativo delle due tecnologie, pur con le diversit\u00e0 che suggeriscono la possibilit\u00e0 di una intelligente interazione tra i due mondi.<\/p>\n<p>Nel futuro sar\u00e0 inevitabile che il digitale prenda quasi totalmente il posto dell\u2019analogico, in quanto riuscir\u00e0 sempre meglio ad emularne le qualit\u00e0 ed il carattere (lo sta gi\u00e0 facendo), sviluppandone altres\u00ec di nuove ed esclusive, governabili per mezzo degli indubbi e notevoli vantaggi pratici insiti nella gestione digitale.<\/p>\n<p>Mille sono le \u201cleggende metropolitane\u201d che accompagnano tante apparecchiature di tipo tradizionale che, quando dotate di indubbia eccellente qualit\u00e0, sono spesso considerate \u201cmitologiche\u201d, talvolta sorpassando col mito la realt\u00e0 oggettiva.<\/p>\n<p>Aldil\u00e0 della qualit\u00e0, il colore speciale di un equalizzatore hardware \u00e8 qualcosa di unico, e cos\u00ec pure la progressiva reattivit\u00e0 indotta da un processore dinamico valvolare.<\/p>\n<p>Quanto sopra giustifica l\u2019affezione e il culto di molti fonici, che continuano a preferirne l\u2019utilizzo.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 e il successo dei processori analogici di alto livello \u00e8 confermata anche dallo sforzo profuso da molti progettisti di software, al fine di emulare gli apparecchi hardware pi\u00f9 celebrati, progettandoli in forma di plugin, con risultati talvolta sorprendenti.<\/p>\n<h3>Un parere personale<\/h3>\n<p>Avendo potuto operare, all\u2019inizio delle mie esperienze, in ambito di registrazione analogica, capisco che a molti fonici piaccia la dimensione sonora determinata dal nastro magnetico e dai processori hardware.<\/p>\n<p>In tale ambito, per\u00f2, ogni onesta comparazione \u00e8 spesso alterata dalle preferenze individuali, mentre ci\u00f2 che conta \u00e8 la ricerca della qualit\u00e0 oggettiva finalizzata allo scopo da raggiungere.<\/p>\n<p>Per quanto attiene al processing, ho avuto varie occasioni di effettuare confronti diretti tra le prestazioni di alcuni dei migliori processori analogici e i pi\u00f9 raffinati plugin digitali installati nelle migliori DAW.<\/p>\n<p>Spesso ho preferito il digitale nell\u2019ambito del controllo tonale e talvolta anche in quello dinamico, mentre in altri casi \u00e8 avvenuto il contrario.<\/p>\n<p><strong>In generale, potrei affermare che:<\/strong><\/p>\n<p>gli equalizzatori digitali di tipo preciso sono generalmente preferibili in ambito di equalizzazione di tipo chirurgico, ad esempio durante le fasi preliminari dell&#8217;equalizzazione finalizzata a ripulire il suono da risonanze indesiderate, grazie alla loro precisione millimetrica nel localizzare e controllare lo spettro tonale in maniera altamente selettiva, senza introdurre alcun tipo di colorazione; essi sono anche spesso preferibili nelle operazioni di colorazione timbrica di tipo passivo, cio\u00e8 quando sono utilizzati per attenuare un gruppo di frequenze<\/p>\n<p>in funzione di colorazione timbrica attiva, laddove cio\u00e8 si cerca di amplificare una fascia tonale, arrivo spesso a risultati pi\u00f9 soddisfacenti con gli eq analogici ma anche coi loro emuli digitali (uso spesso Neve e Pultec), alcuni dei quali conducono a risultati oramai impressionanti anche in ambito di rispondenza al corrispondente modello hardware.<\/p>\n<p>in ambito dinamico potrei forse dire che i compressori digitali di tipo preciso permettono un controllo dettagliato e neutro della dinamica generale delle tracce, mentre i compressori analogici e i loro emuli digitali, pur meno precisi, tendono a smussare le angolosit\u00e0 dinamiche in maniera pi\u00f9 &#8220;adattabile&#8221; e ad arricchire lo spettro armonico in maniera modulata, contribuendo a rendere il suono ricco, grintoso e caldo.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_394\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-394\" class=\"wp-image-394\" src=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/08-1.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"591\" srcset=\"https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/08-1.jpg 453w, https:\/\/alessandrofois.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/08-1-300x277.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><p id=\"caption-attachment-394\" class=\"wp-caption-text\">Immagine del celebre compressore hardware Universal Audio 1176 (sopra) e di due versioni del suo emulo nella versione di Waves, il CLA-76.<\/p><\/div>\n<hr \/>\n<p>Alcune macchine analogiche di pregio hanno inoltre il loro esclusivo e piacevole \u201ccolore\u201d, che alcuni tra i meglio riusciti emulatori in forma di plugin ci hanno in parte restituito.<\/p>\n<p>Di conseguenza, allo stato attuale la scelta dipender\u00e0 dal caso specifico da trattare, dai gusti personali, dal budget disponibile, dalla capacit\u00e0 di gestire le problematiche differenti insite sia nel digitale che nell\u2019analogico.<\/p>\n<p>Come al solito, la mancanza di alcun pregiudizio sar\u00e0 la migliore guida per le scelte e permetter\u00e0 di costruire un allestimento \u201cmisto\u201d, che preveda l\u2019integrazione di alcuni elementi analogici in un moderno contesto digitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Audio analogico e audio digitale Inconciliabile \u00e8 la discussione in corso tra i sostenitori dell\u2019analogico e quelli del digitale. 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